26092017Headline:

E’ solo la Terra che ci fa mangiare

La raccolta dei pomodori

La raccolta dei pomodori

Come si dice spesso “i soldi non si mangiano”. Questa affermazione è quanto più vera oggi nel mondo degli spread, dei derivati e della finanza speculativa. Sembra che tutta la nostra vita dipenda da una ruota di numeri che un giorno premia e l’altro giorno toglie, senza un’apparente logica e senza che il cittadino possa averne controllo. Ma una cosa è sicura: “i soldi non si mangiano mentre la Terra ci fa mangiare”.

Inoltre la Terra ci dà anche di più. Ci dà il nostro paesaggio (tutelato dalla Costituzione), la nostra identità culturale, le risorse ambientali (acqua, aria, suolo) e sviluppo economico e sociale. Negli ultimi 50 anni gli uomini hanno cambiato il Pianeta più rapidamente ed in modo più intenso di qualunque altro periodo della storia umana. Secondo le ultime stime contenute nel rapporto Living Planet del World Watch Institute, abbiamo già superato del 20% la capacità di risorse del Pianeta. Con una popolazione che cresce rapidamente e ci porterà nel 2050 a circa 9 miliardi di abitanti, il rischio di un collasso alimentare è alle porte. Il problema diventa più drammatico se si considera che sempre nel 2050 circa 8 persone su 10 vivranno in città, spopolando la campagna, e quindi anche i sistemi produttivi ad essa connessi. Di fronte a questa situazione, non a caso oggi è cominciata nel mondo la corsa all’accaparramento delle terre, il così detto land grabbing.

E’ un fenomeno che vede la Cina, ma anche il Brasile, la Russia ed altre economie emergenti andare a comprare intere aree agricole in Africa e Sud- America. L’obiettivo è quello di assicurarsi cibo e risorse naturali a fronte della crisi ambientale futura. Ma anche noi abbiamo il nostro land grabbing. Ogni giorno nel Lazio circa 5 ettari di terra agricola viene convertita in suolo urbano.  Il tasso di urbanizzazione dal 1950 ad oggi è aumentato del 400%. Si tratta della Regione con il più alto tasso di consumo del suolo d’Italia.

Ma siamo sicuri che questa è la direzione giusta ? Per noi il territorio ha un valore che va oltre la produzione alimentare, rappresenta bellezza e quindi anche turismo, ambiente e quindi anche salute pubblica, tradizioni e cultura e quindi anche relazioni sociali e benessere. Non si tratta di contenere l’economia dentro modelli arcaici di sviluppo, anzi il tema è quello di muoversi sempre di più verso una moderna visione di sviluppo sostenibile, di società leggera caratterizzata da un elevato valore aggiunto delle sue produzioni. Non a caso l’export agro-alimentare italiano è l’unica voce in espansione del Paese nonostante la crisi economica. E sempre non a caso le imprese giovanili nel settore agricolo sono quelle a più alto tasso di crescita. La nostra Terra, la terra del Viterbese è pronta per le sfide globali e nazionali. E allora, ripartiamo dalla nostra Terra.

 

 

 

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23   Commenti

  1. Luigi Tozzi scrive:

    Tutelare il territorio non vuol dire Km0 ne tanto meno quei ridicoli mercatini che fate dove vendete a prezzi molto vicini a quelli del LeClerc prodotti che potrebbero comunque venire da altre aziende, magari lontane chilometri,

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