21102017Headline:

Sei un bambino, dunque devi fare sport

I ragazzi al Campo Scuola

I ragazzi al Campo Scuola

Se ci ponessimo la domanda: perché fare sport? Analizziamolo da un punto di vista sociale, tralasciando gli aspetti fisiologici. Lo sport è un’attività umana che si fonda su valori sociali, educativi e culturali essenziali. E’ un fattore di inserimento e partecipazione alla vita sociale, accettazione delle differenze, rispetto delle regole, accettazione della sconfitta. Lo sport è un’occasione di crescita, una scuola di vita che insegna valori e capacità importanti, di cui far tesoro per l’intera esistenza: la capacità di vivere bene in gruppo, di confrontarsi con le proprie e le altrui abilità, di capire i rapporti tra causa ed effetto nelle azioni e di prendere decisioni, seguendo le regole ma pensando liberamente. Se praticare lo sport è salutare per gli adulti, a maggior ragione lo è per i bambini, favorendone una crescita armonica e lo sviluppo equilibrato della personalità. Il gioco svolge una parte decisiva nello sviluppo dell’intelligenza e della personalità del bambino e costituisce la migliore occasione perché questa crescita si esprima al meglio: si gioca per qualcosa non contro qualcuno. Ogni disciplina sportiva, se praticata nello spirito del gioco ,è come una battaglia senza nemici: richiede lealtà verso l’avversario, insegna ad affrontare le difficoltà e le situazioni impreviste, stimola l’esercizio di analisi e la soluzione dei problemi. E’ innegabile che “occorre pensare mentre si gioca”; formare bambini indipendenti nel pensare e nel decidere rappresenta un obiettivo prioritario. Per questo è importante coinvolgere i bambini in attività che richiedono spirito d’iniziativa e necessità di prendere decisioni. Infatti, se è bene che i bambini imparino ad agire seguendo le istruzioni degli adulti, questo non vuol dire che debbano farlo senza pensare e senza assumersi delle responsabilità. Pensare, decidere e rischiare mentre si gioca permette di sviluppare abilità che risultano importanti non solo nello sport, ma anche nella scuola, con gli amici ed in tutte le altre infinite occasioni che la vita riserverà.

Quando cominciare a fare sport. Il momento giusto per avvicinare un bambino all’attività sportiva dipende dalle sue caratteristiche, sia fisiche (altezza, peso, struttura muscolare), che fisiologiche (capacità di forza, capacità di resistenza, abilità motorie); comunemente questo avviene intorno ai 5 anni di vita,(anche se i recenti studi per alcune discipline sportive, come ad esempio il nuoto, anticipano di molto l’inizio delle attività). A questa età il bambino è pronto per affrontare la “motricità sportiva”, avendo raggiunto il grado di sviluppo e di coordinazione necessari per apprendere le tecniche sportive (imparare a pattinare, a sciare, ad andare in bicicletta, a giocare a calcio). Durante il periodo dai 5 agli 11 anni, le capacità di coordinazione motoria (equilibrio, ritmo, orientamento, agilità) presentano il massimo potenziale di sviluppo; in seguito diventano un patrimonio ormai acquisito e normalmente poco migliorabile. Essere pronti per iniziare uno sport non significa essere già degli atleti. L’organismo del bambino è ancora lontanissimo da quello di un adulto: meno forte, per la ridotta struttura muscolare, meno potente, per i muscoli piccoli, con poca disponibilità di energia “pronta all’uso”.

Un campione in erba

Un campione in erba

La scelta dello sport. La conoscenza delle differenze tra le varie discipline sportive è un elemento importante per la scelta dello sport più adatto al proprio figlio. E’ necessario tenere conto di due fattori: le caratteristiche specifiche dei vari sport, sia per quanto riguarda l’impegno fisico richiesto che gli aspetti psicologici coinvolti; le caratteristiche individuali di ciascun bambino. Prendiamo, a titolo di esempio, i bambini in sovrappeso, nei quali l’obiettivo principale è perdere grasso e migliorare l’efficienza cardiaca e polmonare. In questi bambini, ogni attività di tipo fisico dovrà essere svolta abbastanza a lungo per garantire un elevato dispendio energetico; sono, perciò, da preferire gli sport di resistenza, praticati a “bassa intensità”, ma in modo prolungato. Anche gli sport alternati possono risultare utili: essendo divertenti, invogliano i bambini a muoversi moltissimo. Assolutamente sconsigliati per questi bambini gli sport di potenza; non indicati nemmeno gli sport di destrezza, se non come occasionale diversivo.

Sport e impegno fisico. Per i bambini tra i 5 e gli 11 anni, le diverse discipline sportive possono suddividersi in 4 gruppi, rispetto al tipo di impegno fisico richiesto: sport  di resistenza, da breve a lunga durata (corsa, marcia, nuoto, pattinaggio, ciclismo, sci di fondo, canottaggio) la cui caratteristica è la ripetizione del movimento; sport alternati (calcio, rugby, pallacanestro, pallavolo, tennis) nei quali si alternano fasi di gioco e pause di recupero; sport di destrezza (sci alpino, ginnastica artistica, tuffi, scherma, arti marziali) che prevedono elevate abilità di coordinazione motoria; sport di potenza (lancio del peso, corsa dei 100 metri, sollevamento pesi) nei quali sono predominanti l’intervento della forza e della potenza muscolare.

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