24092017Headline:

Tutela dei beni comuni: dalle parole ai fatti

La difesa dell’ambiente è tutela dei beni comuni . Essi sono beni naturali e relazionali indisponibili e non riproducibili , appartengono all’Umanità , sono il fondamento del patto tra generazioni , sono il tessuto connettivo delle Comunità . E’ nella tutela dei Beni Comuni che si esprime , sempre più diffusamente , il nuovo e diffuso protagonismo dei cittadini che, costruendo “buone pratiche locali”, lanciano la grande e attuale sfida : il passaggio tra enunciazione dei principi a prassi ( passare dalle parole ai fatti ). È proprio attraverso la costruzione e sperimentazione di buone e diffuse pratiche locali che si realizza il desiderio degli abitanti a presidiare ,tutelare e valorizzare i luoghi . Un nuovo , consapevole e diffuso protagonismo che rimette in discussione le “deleghe” come esclusivo appannaggio dei rappresentanti istituzionali . Il nuovo , diffuso e consapevole protagonismo agita le istituzioni perché domanda cessione di sovranità e di autorità mettendo in crisi i modelli tradizionali di rappresentanza.

Sono le buone pratiche locali condivise e partecipate che contribuiscono alla costruzione di ottimali gestione del territorio dove riqualificazione e recupero delle aree subentrino all’indiscriminato consumo di suolo e distruzione del paesaggio . Con gli abitanti consapevoli si contribuisce alla riduzione dell’inquinamento atmosferico e all’affermazione di concreti progetti di mobilità sostenibile. Con loro è possibile affermare il rispetto delle produzioni locali , la tutela delle biodiversità e un nuovo patto tra consumatore e produttore . Sono gli abitanti protagonisti e partecipanti che concorrono alla corretta gestione dei rifiuti e che trovano nella raccolta differenziata “porta a porta” e nella politica che aspira al traguardo “rifiuti zero” la vera alternativa alla diffusione di discariche e di pericolosi termocombustori che compromettono luoghi e salute.

Con la partecipazione vera si incentivano nuovi stili dove autoproduzione, filiera corta, cibo biologico e di stagione, sostegno alla costituzione di gruppi di acquisto, promozione di turismo ed ospitalità sostenibili, promozione della cultura della pace e della cooperazione , diffusione commercio equo e solidale e delle banche del tempo favorendo coesione sociale e cittadinanza attiva . E’ dalla assunzione di certezze come “acqua bene comune” che movimenti diversi e diffusi producono straordinari risultati referendari sui beni comuni e condizionano la politica . Le donne e gli uomini , i comitati , i movimenti che si attivano per i loro territori e per la tutela dei beni comuni sono spesso tollerati, a volte osteggiati, alcune volte subiscono indifferenza e repressione, ma rappresentano quella straordinaria e rivoluzionaria porzione di Paese che attraverso le “buone pratiche locali” trasformano “le parole in fatti e azioni concrete”.

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