22102017Headline:

Marini si consola con l’elezione di Sabatini

MariniGiulio (18)

Giulio Marini

Confessa di stare bene. E che la tornata elettorale, non esaltante per il Pdl viterbese che per la prima volta deve registrare qualche crepa nella macchina acchiappavoti, non gli ha tolto comunque il sonno. Anche se conferma quanto annunciato alla vigilia del voto del 24 e 25 febbraio: “Sono un uomo di parola:  al di là di come è andato il risultato, sono in procinto di concordare con la direzione nazionale le modalità delle mie dimissioni da coordinatore”.

Il sindaco Giulio Marini ragiona da alta voce sull’appuntamento di domenica e lunedì scorsi. “Secondo i sondaggi, doveva andare peggio. E invece mi piace far notare che per quanto riguarda le elezioni per il rinnovo di presidente e consiglio regionale, la coalizione che ha sostenuto Francesco Storace nella Tuscia viterbese ha raccolto il 32,99 per cento dei consensi, rispetto al 38,10 della coalizione del neo governatore Nicola Zingaretti. Diciamo che siamo riusciti a reggere, a differenza di altre province, a cominciare da Roma”.

Non casualmente, proprio grazie al complicato calcolo dei resti, il giovane Daniele Sabatini, già assessore ai Servizi sociali delle giunta Marini, sarà ospite dell’assemblea di via della Pisana.

“L’elezione di Daniele mi fa estremo piacere. Si tratta di un risultato che premia la sua abnegazione e l’ottimo lavoro compiuto. Ma non posso tacere che a livello generale abbiamo patito tante difficoltà. Quanto accaduto in Regione con il cosiddetto scandalo Fiorito ha avuto per noi l’effetto di una bomba atomica, aggravata dal fatto che la presidente Renata Polverini, con le sue dimissioni (che non ho condiviso e che comunque ancora fatico a comprendere), ha fatto pagare a tutti errori compiuti solo da alcuni. Si tenga peraltro conto che con la riduzione dei consiglieri da 70 ai 50, le province più piccole in quanto a popolazione, come la nostra o come Rieti, sarebbero state penalizzate in quanto a rappresentanza”.

Afferma che la mancata elezione, per la prima volta, di un rappresentante del centro destra alla Camera e al Senato, “è una ferita che fa molto male”, ma punta il dito contro “le responsabilità del Pdl nazionale che ha compiuto scelte sbagliate”.

L’impegno e l’attenzione di Marini adesso sono tutte orientate in direzione della tornata del 26 e 27 maggio, col rinnovo del sindaco e del consiglio comunale del capoluogo.

Ed ecco che l’indomani l’apertura delle urne di politiche e regionali, entra in scena una variabile: il risultato non disprezzabile conquistato dai Fratelli d’Italia, la formazione di Ignazio La Russa e Giorgia Meloni che in terra di Tuscia annovera cavalli di razza (soprattutto nella raccolta di consenso) come Piero Camilli, Mauro Rotelli, Paolo Bianchini etc.

Da qui, un domanda secca: non è probabile che Fratelli d’Italia ora batterà i pugni sul  tavolo per avere il candidato a sindaco per guidare la coalizione, col risultato che Marini deve abbandonare l’idea di una propria lista civica.

La risposta del sindaco che vuole succedere a se stesso è stata altrettanto secca. “Vedremo. Ci sarà il necessario confronto. Credo che non esistano ostacoli insormontabili. E comunque non li creerò io. Il principale obiettivo è rispondere alle esigenze dei cittadini. Tutto il resto viene in secondo piano”.

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