16122017Headline:

Mense, metà alunni rischiano il digiuno

Alvaro Ricci

Alvaro Ricci

“Non sa quello che dice. Dovrebbe avere il buongusto di togliere il disturbo. Sta mettendo una pezza a una vicenda che riguarda tante famiglie viterbesi”. E’ assai severo il giudizio di Alvaro Ricci, vicecapogruppo consiliare del Pd, nei confronti di Massimo Fattorini, assessore alla Pubblica istruzione. Da settimane, se non da mesi, il nodo del contendere tra l’opposizione e la maggioranza riguarda l’appalto legato alla refezione scolastica, ancora bloccato nel limbo delle buone intenzioni. E il motivo ha del paradossale: l’assessore si è semplicemente dimenticato (eufemismo), lo scorso novembre, di proporre la necessaria variazione di bilancio finalizzata a rivedere i costi del servizio, da 4 milioni a 5,2 milioni di euro da spalmare sul prossimo triennio. Risultato? “Il risultato – tuona Ricci – è che per far quadrare i conti occorre tagliare i pasti, passando dai 265 mila dello scorso anno, ai 185 mila del 2013. Anche se non si è capito chi dovrà rimanere a digiuno”.Il caso-mense scivola in un amen da vicenda paradossale a commedia d’avanspettacolo tout court. Per il semplice fatto che Fattorini (“La colpa non è sua, ma di chi l’ha nominato”, rileva con sarcasmo Ricci) per rientrare nel tetto di spesa, ha avuto due pensate niente male: da un lato, far pagare un ticket aggiuntivo alle famiglie; dall’altro, visto che quell’ideona è stata bocciata direttamente dal sindaco Giulio Marini, di ridurre, come accennato, le bocche da sfamare.

“Sull’aumento del budget d’appalto – spiega Ricci – bisogna dire che è stata la commissione, all’unanimità, a rivendicare due esigenze su tutte. La prima: indicizzare i costi di produzione. La seconda: migliorare la qualità dei piatti distribuiti nelle scuole, puntando su prodotti biologici. Per quanto riguarda il contributo dovuto dalle famiglie, noi riteniamo che vada rapportato alla condizione economica, in quanto, per dirla con don Lorenzo Milani, non c’è ingiustizia più grande che fare parti uguali fra diseguali”.

Il pasticcio di Fattorini ha provocato l’impossibilità di indire la gara. Non aver adeguato la spesa impedisce infatti agli uffici di pubblicare il bando, peraltro ad evidenza pubblica europea. E a proposito di tagli dei pasti, non ci può non registrare l’ultima boutade (eufemismo) dell’assessore alla Pubblica istruzione: “Molte famiglie – ha detto nella Sala d’Ercole – non fanno mangiare i figli alla mensa, quindi possiamo ridurre il numero di pasti e rientrare nei quattro milioni”.  “La colpa non è sua – conclude sconsolato Ricci – ma di chi l’ha nominato”.

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