20092018Headline:

Panunzi: “Con le preferenze il Pd cresce”

Enrico Panunzi

Enrico Panunzi

Enrico Panunzi va alla Pisana con un bagaglio pieno di 14.498 preferenze. Un successo che, seppur annunciato alla vigilia del voto, vista la delusione delle politiche non era poi così scontato. Soprattutto un successo che risolleva gli animi del Partito democratico, che sulla scia delle regionali torna a imporsi come primo partito in provincia e soprattutto a Viterbo, riappropriandosi di molti voti che nella sfida per Palazzo Chigi erano stati erosi dal Movimento5Stelle. L’ex sindaco di Canepina ed ex consigliere provinciale ragiona a caldo sulla vittoria di Zingaretti e lo fa rispondendo al telefono a metà mattinata dalla scuola di Fabrica di Roma in cui fa il preside e in cui ieri è tornato a lavorare.

Come si spiega la differenza di risultato tra le politiche e la sfida per la Pisana?

“Nella provincia è passato il messaggio di rappresentanza del territorio, sommato alla conoscenza diretta e personale. Insomma, se da un lato i viterbesi hanno capito l’importanza di avere una figura in Regione capace di far valere gli interessi della Tuscia, dall’altro è contato molto anche l’aspetto personale e il contatto con la gente: lo dimostrano le preferenze”.

Quanto conta, quindi, la scelta del leader e dei singoli candidati?

“Dove si può scegliere conta molto. Nelle elezioni regionali la scelta è stata fondamentale. In quelle politiche è diverso, soprattutto in una campagna elettorale in cui la sfida è stata tra chi ha puntato tutto sull’immagine e chi si è concentrato sul dare risposte che pero non sempre sono arrivate ai cittadini”.

Come si rapporterà durante la consigliatura con le diverse anime del Pd a Viterbo?

“Ho costruito la mia candidatura alla Regione con un messaggio unitario, come ho sempre fatto durante il mio impegno per il partito. Lavorerò per un Pd forte e compatto, capace però di rispettare la diversità di opinioni al suo interno, che devono diventare una forza per affrotnare le sfide”.

Come si rapporterà coi consiglieri Grilli che con lei siederanno alla Pisana?

“Guai a demonizzare chi ha il suffragio degli elettori, che va rispettato anche per il radicamento sul territorio. Bisogna dialogare nel rispetto di tutti e confrontarsi sulle proposte concrete, a partire dalla riduzione dei costi della politica e, a livello nazionale, il conflitto d’interessi”.

E’ già scattato il toto-assessore. Anche lei è tra i papabili. Che ne dice?

“Non mi interessa, non penso agli assessorati. Quello è un discorso che verrà dopo. Ora l’importante è che il territorio sia rappresentato a Roma”.

I primi impegni in Regione?

“Sanità e Garanzia di  liquidità dei crediti regionali. Sono gli impegni presi in campagna elettorale e che manterrò”.

Quante telefonati e attestati di stima ha ricevuto?

“E’ da stamattina che rispondo a chiamate e sms”.

Anche da politici di destra?

“Sì”.

Qualche nome?

“Non ne faccio”.

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