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Sel si fa subito sentire: “No ai riciclati”

Umberto Cinalli

Umberto Cinalli

E furono subito mal di pancia. Già, perché l’accordo Gigli-Fioroni, rievocatore della Dc dei tempi che furono, che dovrebbe portare sul soglio di palazzo dei Priori l’attuale presidente di Coldiretti Leonardo Michelini, non è che sia stato accolto proprio con gioia dalle truppe non fioroniane del Pd e da quelli di Sel.

Quello che si autodefinisce il renziano viterbese Francesco Serra farà conoscere il suo pensiero oggi pomeriggio, nel corso dell’iniziativa già programmata all’interno del nuovo Teatro Tenda (ore 17,30). Chi invece esce subito alla scoperto è Umberto Cinalli, coordinatore viterbese di Sel, attualmente alleata col Pd anche per le elezioni comunali.

“Le ipotesi di accordo di cui si parla in queste ore circa il sostegno di Gigli ad una candidatura di Michelini alle prossime elezioni comunali esordisce – anche per il tramite di una lista civica, non sono nuove, né sorprendenti. Fanno parte di quella scenografia tipicamente viterbese che disegna una realtà dove nulla cambia e i detentori del potere (leggi manovratori) rimangano sempre gli stessi, chiunque sia il vincitore di turno. Almeno nella tradizione, se non nelle intenzioni di alcuni. Sicché il futuro sindaco sarà destinato a essere elemento di facciata, affinché chi comanda possa rimanere a manovrare senza disturbi. E’ una descrizione più che verosimile. E’ una evidenza”.

Cinalli prosegue senza peli sulla lingua: “In uno scenario che si appresta a cambiare e con un mutato organigramma istituzionale, il centro sinistra a Viterbo ha serie possibilità di ottenere una vittoria che non sarebbe storica se a vincere fosse Michelini, ovvero quel sistema che le ipotesi di accordo Gigli-Fioroni ipotizzano. Sel a Viterbo ha vinto una partita parziale e interlocutoria con le primarie di coalizione. Affinché quel rinnovamento sia vero e possibile nel concreto, ora è necessario che il popolo delle primarie, i cittadini e non solo gli elettori del centro sinistra, scelgano di cambiare rotta e ceto politico”.

Rinnovamento insomma, è la parola d’ordine. “Alle primarie Sel – continua Cinalli – si presenterà con una candidatura e un programma che si propongano di allontanare le ipotesi di commistione e di continuità con la vecchia politica. Un nome nuovo che garantisca il processo di rivoluzione culturale di cui Viterbo ha bisogno. Abbiamo chiesto e ottenuto al tavolo delle primarie che il rinnovamento sia un elemento centrale della politica di governo cittadino. Per essere più chiaro, nessun ruolo di governo a persone che hanno ricoperto incarichi o ruoli o che siano anche solo stati eletti nelle fila dei partiti sostenitori della precedente esperienza di governo cittadino. Nessun patto di governo o incarico a chi è stato coinvolto e funzionale nei governi comunale, provinciale o regionale di centro destra negli ultimi anni. Questo a prescindere dal vincitore delle primarie è un accordo che deve coinvolgere i partiti”.

Infine, la conclusione: “Che alcuni singoli cittadini, ancorché eminenti ed autorevoli, vogliano liberamente sostenere uno dei candidati alle primarie, sarà nella disponibilità di quest’ultimo, fermo restando il quadro generale dell’accordo politico e di programma che impone un rinnovamento effettivo e concreto della classe dirigente di questa città e un taglio netto con la politica consociativa e trasformista. Di questo rinnovamento intendiamo farci garanti senza esitazioni né ambiguità”.

Il messaggio sembra abbastanza chiaro. Resta da vedere se e come sarà recepito.

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