22112017Headline:

Talete, e adesso scoppia la guerra tra poveri

Marco Fedele, presidente di Talete

Marco Fedele, presidente di Talete

“L’eventuale riduzione della bollette ovvero eventuali rimborsi per la presenza di arsenico nell’acqua metterebbe a rischio 160 lavoratori. Madri e padri di famiglia che cercano ogni giorno di fare il proprio dovere con gli scarsi mezzi che hanno a disposizione; che non sono sicuramente loro i responsabili della mancata soluzione al problema arsenico; che sono essi stessi cittadini e utenti del servizio idrico e che non possono e non vogliono esse e additati come gli untori che avvelenano la gente”. Cosi i  rappresentanti aziendali Ugl-Energia, Cisal- Federenergia, Femca-Cisl, Filcem-Cgil della Talete (la spa pubblica di gestione del ciclo integrato dell’acqua)  che puntano il dito contro “associazioni di consumatori, sindacati e addirittura partiti politici, che si stanno muovendo per garantire ai cittadini la possibilità di presentare ricorso al fine di ottenere rimborsi di vario genere alle bollette del servizio idrico”. Tali iniziative, a loro giudizio, minano l’occupazione nella società, quando ci sarebbe viceversa bisogno di stabilire “quali potrebbero essere i sistemi contabili per consentire il ribasso delle tariffe idriche”.

Non manca una domanda al presidente dell’Ato (ambito territoriale ottimale) Marcello Meroi e alla conferenza dei sindaci: “Secondo quale logica amministrativa hanno dapprima determinato le tariffe idriche che hanno poi, attraverso organi di stampa, proposto e supposto una riduzione delle stesse? Se il gettito delle tariffe è ad esclusiva copertura del spese, la differenza monetaria da chi sarà coperta? Quando nei mesi scorsi determinavano le tariffe, avevano coscienza e conoscenza che il problema dell‘arsenico esiste dall’ anno 2001?”.

Dentro Talete la nota ha provocato parecchio rumore. Tanto da indurre Marco Fedele, presidente della spa, a diramare un comunicato stampa con il quale dichiara che la società “è estranea al documento inoltrato”. Cosa è avvenuto? “Talete – spiega ancora Fedele – ha sempre messo a disposizione delle rappresentanze sindacali aziendali le proprie strutture e mezzi per gli incontri sindacali. Le sigle presenti in azienda si sono riuniti per confrontarsi sulle conseguenze che l’emergenza arsenico potrebbe causare all’interno dell’azienda e hanno autonomamente, senza coinvolgere i vertici aziendali, stilato il documento inviato agli organi di informazione. All’ incontro non ha partecipato alcun rappresentante della spa”.

Insomma, quella che si prospetta è una vera e propria guerra tra poveri. Da un lato i consumatori, che chiedono il parziale rimborso delle bollette visto che sono costretti a bere acqua avvelenata; dall’altro gli operai, che vedono messi a rischio i loro stipendi. Come se ne esce? Dovrebbe farlo la politica, ammesso che ne sia in grado. Ma i dubbi sono proprio tanti…

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