10122018Headline:

Terme, via al progetto per l’ex Oasi

L'hotel Oasi

L’hotel Oasi

Duemilatredici: l’anno della svolta per il termalismo viterbese? Svanita la favola bella della realizzazione dell’aeroporto civile, un sogno che è andato avanti per almeno tre lustri e poi, al pari di altre sogni in salsa viterbese ha fatto flop, ora avanza sul proscenio il mito delle terme viterbesi.

La parola mito è più che appropriata. Basta andare alla biblioteca degli Ardenti, compulsare il catalogo per soggetti e sotto la parola terme trovare schedate decine di pubblicazioni che coprono un arco cronologico spalmato su gran  parte del Novecento. A dimostrazione che “il tesoro dei viterbesi” (ah, la consueta retorica lessicale di cui non riusciamo a liberarci), sfruttato come tale sono nel Medioevo, è stato sempre presente nelle prospettive di sviluppo e di crescita della città dei Papi, mai riuscendo però a concretizzare interventi di conio che hanno fatto la fortuna di tante altre realtà della Penisola.

Ritorniamo a bomba: Duemilatredici, ovvero l’anno della svolta per il termalismo viterbese? Ci crede il sindaco Giulio Marini, dopo che la conferenza dei servizi, istituita oltre un anno fa dalla Regione, ha dato il via libera al progetto di recupero e ristrutturazione a fini ricettivi-termali dell’ex albergo Oasi in località Bacucco–Bagnaccio, in procinto di essere approvato dall’aula di palazzo dei Priori. “Si tratta – ha detto il primo cittadino – di un primo concreto paletto della programmazione di cui il Comune si è dotato per fare del termalismo il fulcro della crescita turistica, con evidenti ricadute sul piano dell’occupazione”.

Ci crede (anche se non manca di rilevare che il centro destra ha “fatto perdere tanti treni”) Alvaro Ricci, via capogruppo del Pd, che considera quell’intrapresa, curata dalla società Fenis,  “ben studiata”.

Il progetto dell’ex Oasi contempla il recupero e la ristrutturazione dell’attuale immobile il complesso alberghiero vero e proprio, con la sistemazione dei servizi termali in altri locali seminterrati che avranno a disposizione due piscine.

Sull’anno del rilancio nutre dubbi Giovanni Faperdue, presidente degli Amici del Bullicame, per la semplice ragione che “tante questioni sono ancora aperte, a cominciare dalla costituzione della società mista Regione Comune per la gestione delle terme ex Inps,  fino a capire se la società Itet (che voleva far traslocare al Barco 90 mila metri cubi, dei 118.687 metri cubi assentiti nel progetto originario, da destinare a finalità residenziali, ndr) abbia ancora voglia di fare termalismo nei pressi della sorgente della Zitelle”.

 

 

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17   Commenti

  1. Mirko scrive:

    Il monopolio delle terme si ė sempre visto a viterbo e nonostante tutto anche senza nessun risultato, vedere sprecare l acqua termale che sgorga vicino all albergo oasi ē da chiedersi ma come cavolo si faccia!

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