25112017Headline:

Villa Buon Respiro, annunciati 45 esuberi

Villa Buon Respiro

Villa Buon Respiro

Ennesima tegola sulla sanità viterbese. La proprietà di Villa Buon Respiro ha ufficializzato per il 15 marzo il licenziamento di oltre 45 unità sulle 180 attualmente in organico. Non solo: nella lettera scritta tre giorni fa dal presidente del gruppo Tosinvest, Carlo Trivelli, invita l’azienda sanitaria a farsi carico con urgenza di 120 pazienti. Il motivo è messo nero su bianco: “La Asl – come recita la nota della proprietà – ha comunicato che dal punto di vista formale il centro di riabilitazione risulta accreditato per 95 posti letto residenziali e 15 semiresidenziali”.

Che significa? Che l’autorizzazione a erogare servizi in convenzione per l’azienda sanitaria e la Regione risulta esclusivamente in riferimento a metà dei posti presenti. Per i restanti – e cioè 20 semiresidenziali e 100 trattamenti ambulatoriali – non si trova la documentazione. Eppure sono anni che la clinica in strada Filante assiste i malati psichici. Precisamente, Trivelli cita un’autorizzazione ottenuta nel 2002. Finora la Regione ha pagato a sua insaputa?

Fatto sta che dal 20 dicembre, quando la Asl ha scritto per chiedere spiegazioni alla famiglia Angelucci, è cominciato un fitto scambio di corrispondenza. Che però non ha sortito effetti. Pertanto, la famiglia Angelucci fa sapere che tra un mese sospenderà l’erogazione delle prestazioni – visto che non le verranno più saldate – e invita la Asl a “farsi carico urgentemente di tutti i pazienti attualmente assistiti” con le modalità non riconosciute. Un mese di tempo per trovare una soluzione altrimenti i 120 pazienti finiranno in mezzo alla strada. Anche perché nel Viterbese strutture alternative per accogliere pazienti affetti da gravi problemi psichici non ce ne sono e il reparto di Belcolle è sottodimensionato rispetto alla domanda.

“Piove sul bagnato – commenta Mario Malerba della Cisl – e alle vicissitudini di Villa Buon Respiro sembra non esserci fine”. Il 20 febbraio alle 10 riunione che si preannuncia infuocata tra la proprietà, la Asl, i sindacati e le associazioni dei pazienti.

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