17102017Headline:

A Tirana un ateneo con molti docenti italiani

tiranaL’università degli studi Universiteti katolik Zoja e Keshillit te mire a Tirana, Albania, è un moderno centro di studi universitario ove si incontrano vari studenti, provenienti da culture e tradizioni diverse, come quelle albanese e kossovara, macedone e serbocroata; sono presenti tuttavia anche molti studenti italiani e molti professori, di cui alcuni viterbesi. Il motivo è molto semplice. L’università sorse quasi un decennio fa con gli aiuti degli italiani, i fondi europei e del ministero degli Esteri italiano, e con la forte voglia da parte dei giovani albanesi di risorgere dalle macerie della guerra per riscattarsi con un futuro migliore, studiando in un buon centro di studi.

Il fascino per l’Italia traspare ancora oggi in ognuno di loro; hanno imparato la nostra lingua guardando i telegiornali e i programmi televisivi italiani, molto ben visibili oltre l’Adriatico, nella terra cosiddetta delle aquile. Chi ricorda le macerie del conflitto etnico e ritorna oggi in Albania, non riconosce più questa terra. Un continuo lavorio che dura da anni ha ricostruito le strade tutte dissestate dopo la guerra, le città si sono ingrandite a dismisura, gli albanesi hanno lasciato le campagne e sono andati a vivere nelle grandi città come Tirana o Elbasan, che contano diverse centinaia di migliaia di cittadini.

L’Università cattolica Nsbc ha quasi esclusivamente docenti italiani, provenienti da diverse università, come le due di Roma “Tor Vergata” e “Sapienza”, Bologna, Bari, Milano, e costituisce una delle prime iniziative di istruzione universitaria privata in Albania. La natura no profit dell’ente fondatore costituisce un’assoluta novità nel panorama universitario albanese, cosa che permette chiare scelte di trasparenza organizzativa e gestionale. Tale dimensione etica è il presupposto del progetto formativo, orientato alla preparazione di laureati che pongano al servizio del proprio Paese e dell’umanità intera le conoscenze e le competenze acquisite da docenti dedicati italiani di chiara fama.

Le facoltà universitarie sono tre: Medicina, Farmacia, Scienze Economiche e Politiche. La facoltà di Medicina e Chirurgia comprende nel suo ambito diversi corsi di laurea come “Odontoiatria e protesi dentaria”, “Infermieristica”, “Fisioterapia” etc. La lingua parlata da studenti e docenti è sempre l’italiano.

Il primo anno accademico, nel 2004-05, ha visto le prime convenzioni tra università Nscb di Tirana e altre istituzioni italiane. Tali convenzioni hanno previsto il rilascio di titoli di studio riconosciuti da entrambi gli atenei coinvolti, cosa che si è già verificata con i primi diplomi delle lauree triennali, e, da quest’anno, anche con le lauree in Medicina e Odontoiatria.

Questo fatto rappresenta un elemento molto significativo per l’Albania, che aspira ad entrare nell’Unione Europea, in quanto pone i propri laureati sullo stesso piano dei propri colleghi europei. L’impegno didattico assunto dalle università italiane costituisce un investimento culturale che va oltre i pur importanti rapporti economici tra i due Paesi, tenuto conto delle reciproche relazioni che affondano le radici nel corso di secoli di storia.

L’università si inserisce, difatti, nel contesto dell’Albania come fattore di sviluppo, nel rispetto delle tradizioni religiose locali e in una prospettiva internazionale. Sono circa 1500 studenti che frequentano, nelle sedi di Tirana e di Elbasan, le tre facoltà con sette corsi di laurea e sei master; 183 gli studenti provenienti dai paesi dell’Unione Europea; 524 i già laureati; lo staff accademico è costituito da 500 docenti italiani e 100 albanesi.

Una tale partecipazione del mondo universitario italiano rende unica questa esperienza, che è svolta principalmente in lingua italiana e in questo contesto trovano posto molti docenti viterbesi, dipendenti dalla Asl di Viterbo. E’ soprattutto nella Facoltà di Medicina, nei corsi di laurea in Infermieristica e Fisioterapia, che insegnano vari dipendenti medici e non medici della Asl di Viterbo, in possesso dei requisiti specifici richiesti dalla docenza universitaria, animati da forte spirito di volontariato.

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