22112017Headline:

Fiera, ormai non ci crede più nessuno

Fiera (9)Una città blindata. E questo sarebbe il minimo, giacché quando c’è l’evento è giusto che sia così (del resto a Viterbo accade anche il 3 settembre, per la canonica Macchina di S. Rosa). Anzi, quando qualche sindaco si deciderà a chiudere definitivamente al traffico il centro storico sarà sempre troppo tardi. Poi ci si è messa la pioggia che, insieme alla temperatura non proprio primaverile, ha in parte rovinato la festa (si fa per dire). Poi non va dimenticata la crisi economica, che ha svuotato le tasche degli italiani e anche quelle dei viterbesi. Fatto è che la famosa (o famigerata, fate voi) fiera dell’Annunziata quest’anno è stata più triste e più rabberciata del solito. Anche se non sono mancate le solite cianfrusaglie, la porchetta, le mosciarelle e il tradizionale “venghino, signori, venghino. Non siamo qui per vendere ma per regalare”.

Insomma il solito spettacolo da città terzomondista che anche quest’anno Viterbo ha voluto regalare ai suoi concittadini, nel quale però una novità va registrata: che forse all’evento nemmeno i bancarellari ci credono più di tanto, visto che in molti hanno preferito disertare. Per non parlare dei commercianti, unanimi nel commentare che a loro la fiera non porta proprio nulla. Tanto che (il 25 marzo era lunedì) molti la mattina sono rimasti chiusi, come da regola canonica.

E allora, perché continuare imperterriti senza porsi il problema che forse a questo punto sarebbe meglio cambiare? Nell’interesse della città, dei viterbesi, ma anche degli ambulanti, che ormai non fanno più una breccola. Ma la classe politica viterbese che si è avvicendata negli anni a palazzo dei Priori non s’è mai interessata al problema. Così come da anni evita di interessarsi alla questione del mercato del sabato, quello che si continua regolarmente a svolgere a piazza del Sacrario, là dove c’è il parcheggio più grande del centro storico cittadino. Che il sabato mattina, appunto, non si può usare. Nemmeno per andare al mercato.

Eppure la soluzione non dovrebbe essere difficile. Basterebbe copiare ciò che si fa in altre città o prendere addirittura spunto dal mercatino natalizio che si svolge ogni anno al Sacrario: stand di una certa fattura, prodotti tipici del territorio o artigianali, antiquariato e modernariato, e magari anche una sezione dedicata al classico mercatino delle pulci. Ma la fiera, in questo modo, assumerebbe una sua dignità e un suo spessore. E magari, specializzandosi in uno specifico settore, potrebbe anche rappresentare un’attrattiva per i turisti. A patto che si modifichi anche la data (l’ultima domenica di marzo per l’Annunziata e la seconda di settembre per la sua gemella di S. Rosa). Perché gli altri giorni della settimana la maggior parte della gente va al lavoro. Semplice, no? Forse, tutti quelli che oggi si candidano alla poltrona di sindaco farebbero bene a farci un pensierino.

Quanto a ieri c’è da registrare un’unica notizia positiva: gli unici a fare affari sono stati i venditori di ombrelli.

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30   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Eh sì, un vero spettacolo di serie B: la fiera sembrava proprio una serata di Caffeina. Chincagliere incluse e Hitlerjugend filippina esclusa.

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