22112017Headline:

“Governo stabile sì, ritorno al voto no”

Sì a un governo che affronti subito poche questioni fondamentali per il rilancio del Paese e no al ritorno al voto immediato. E a livello regionale, maggiore rapporto con le province che negli anni hanno sofferto di una gestione romano-centrica, magari con un assessore espressione del Viterbese. Infine, l’exploit di Grillo che ha saputo intercettare il malessere dei cittadini per le risposte mancate che i politici non hanno saputo dare. I rappresentanti delle associazioni di categoria, seppur con alcuni distinguo, dettano la loro agenda all’esecutivo nazionale e regionale. Abbiamo posto quattro domande a Confesercenti (il presidente Vincenzo Peparello), Federlazio (direttore Giuseppe Crea), Unindustria (il presidente Domenico Merlani) e Cna (la segretaria Luigia Melaragni).

1) Secondo lei, a seguito del risultato delle politiche, cosa sarebbe auspicabile: un accordo Pd-Grillo, un governissimo con dentro il Pdl oppure il ritorno al voto e perché?

Vincenzo Peparello (Confesercenti)

Vincenzo Peparello (Confesercenti)

CONFESERCENTI: “Tutte le forze che siedono in Parlamento si assumano la responsabilità di mettersi intorno a un tavolo e trovino le soluzioni per i problemi che stanno vivendo l’Italia, le imprese e i cittadini. Le poltrone e le alchimie politiche vanno messe da parte. No al ritorno al voto. L’accordo deve riguardare tutte le forze responsabili, altrimenti l’Italia rischia una crisi irreversibile”.

FEDERLAZIO: “Il ritorno al voto no. Serve la governabilità e chi è stato eletto in Parlamento deve assumersi la responsabilità, gli onori e gli oneri di guidare il Paese, poi non sta a me indicare alleanze. Certo, vedo difficile che Grillo dica sì a Bersani. Piuttosto, ritengo più fattibile un governo di larghe intese su quattro o cinque punti programmatici e che consenta di evitare l’impasse istituzionale eleggendo il nuovo Capo dello Stato. Auspico anche una riforma della legge elettorale. Comunque la mia impressione è che tra pochi mesi si riandrà a votare”.

UNINDUSTRIA: “Queste valutazioni non riguardano la rappresentanza degli imprenditori. Io posso ripetere quello che dice il presidente Squinzi: il Paese ha urgente bisogno di un governo stabile e occorrono subito (giorni non settimane) alcune misure che rassicurino i mercati”.

CNA: “La Cna ha sottoscritto, insieme con le altre associazioni dei piccoli e medi imprenditori, un appello al senso di responsabilità di tutte le forze politiche che rappresentano la classe dirigente del Paese, perché si assicuri la governabilità indispensabile in questa fase economica drammatica, con la convergenza, in Parlamento, sugli interventi urgenti per ridare ossigeno all’economia e su un percorso per la riforma della legge elettorale”.

Giuseppe Crea (Federlazio)

Giuseppe Crea (Federlazio)

2) Le prime tre azioni che si aspetta dalla nuova giunta regionale? E, in generale, quale rapporto dovrebbe avere coi territori?

CONFESERCENTI: “Occorre rimettere in ordine i conti sanitari perché a causa del deficit i cittadini e le imprese stanno scontando un aggravio di tasse e costi non per loro responsabilità. Serve, poi, una programmazione rispetto ai problemi infrastrutturali della regione su cui calare le risorse disponibili: una programmazione urbanistica con deleghe e risorse al territorio. Per ogni provincia, senza fare il conto di dove si sono presi più voti, è indispensabile realizzare gli interventi strategici ai fini dello sviluppo. Se per la Tuscia riteniamo che la Trasversale è una priorità su quella dobbiamo fare tutti massa critica. Ne beneficerebbe il turismo, il commercio, l’economia tutta”.

FEDERLAZIO: “Il taglio dei costi della politica e delle sovrastrutture: nel Lazio ci sono 51 società regionali che non si sa cosa fanno. Ben venga, poi, la proposta bipartisan di congelare i consiglieri regionali a 50. Infine, serve sbloccare subito i pagamenti delle Pubbliche amministrazioni alle aziende. Basta col romano-centrismo”.

UNINDUSTRIA: “Cominciare a pagare i debiti verso le imprese; orientare le risorse regionali per l’internalizzazione e fare sistema con l’agenzia per l’internalizzazione, recentemente creata da Unindustria e Camera di Commercio del Lazio. Infine, assicurare continuità ed efficacia al piano casa, soprattutto per quanto riguarda l’housing sociale. In generale, un dialogo continuo con i territori e con i soggetti sociali”.

CNA: “Si affronti subito la questione del rispetto dei tempi di pagamento e si individuino le procedure per liquidare alle imprese il pregresso, perché i ritardi nei pagamenti sono tra le prime cause della morte di centinaia di aziende. Contemporaneamente, si faccia fronte alla mancanza di liquidità degli artigiani e dei piccoli imprenditori attraverso il rafforzamento del sistema dei Confidi, per facilitare l’accesso al credito. E ci si metta al lavoro per riordinare gli strumenti e le società regionali, eliminando le troppe sovrapposizioni, e per ridurre i costi della politica. Ma c’è un altro segnale necessario: devono essere destinate risorse alle opere di livello locale subito cantierabili, perché c’è proprio bisogno di ripartire”.

Luigia Melaragni (Cna)

Luigia Melaragni (Cna)

3) Auspica che ci sia un assessore viterbese e perché?

CONFESERCENTI: “Per me ci deve essere, come ci deve essere uno per ogni provincia e possibilmente creando un coordinamento interassessorile per programmare gli interventi nei vari settori che sono trasversali. Serve una programmazione unitaria per un progetto di sviluppo che riguardi l’intera regione”.

FEDERLAZIO: “Magari. Avremmo così un interlocutore diretto”.

UNINDUSTRIA: “Avere un rappresentante nel governo della Regione garantisce certamente una maggiore attenzione alle esigenze del territorio”.

CNA: “Ci auguriamo che, nella composizione della giunta, Zingaretti adotti il criterio delle competenze. Vorremmo avere come interlocutore un assessore che conosce il mondo delle imprese, perché abbiamo a che fare con sfide complesse, a partire da quelle dell’innovazione. Chiarito questo aspetto, la presenza di un assessore espressione della Tuscia può dare maggiore valore alle istanze di un territorio ricco di potenzialità ma in cui la crisi ha lasciato un segno profondo”.

Domenico Merlani (Unindustria)

Domenico Merlani (Unindustria)

4) Come spiega il successo anche a Viterbo del Movimento5Stelle? E il dato eclatante di Civita Castellana?

CONFESERCENTI: “Grillo ha avuto successo a Viterbo come nel resto d’Italia perché ha interpretato le difficoltà delle famiglie, dei lavoratori, delle imprese, cosa che non hanno fatto gli altri. L’esempio di Civita è lampante: si tratta di un territorio dove il distretto ceramico, nonostante da anni in crisi, non è stato aiutato dai politici che si sono alternati a ogni livello, responsabili di non aver saputo dare risposte. Per questo, in Italia centrodestra e centrosinistra hanno perso quasi 11 milioni di voti”.

FEDERLAZIO: “Il risultato di Grillo è un fenomeno che attraversa tutta l’Italia. Il M5s è abbastanza trasversale ma a naso ha eroso più voti al Pd. Il caso di Civita Castellana dimostra che la protesta è stata intercettata da Grillo piuttosto che dal centrosinistra”.

UNINDUSTRIA: “Le motivazioni sono le stesse del livello nazionale”. CNA: “Il Movimento5Stelle ha saputo intercettare non solo lo sdegno verso comportamenti che hanno messo in discussione la credibilità della classe dirigente, ma anche la domanda di rinnovamento radicale della politica che non ha ricevuto una risposta soddisfacente dai partiti. E, attraverso la rete, ha dato voce al bisogno diffuso di partecipare, di esprimere le proprie idee, per farle contare. A Civita Castellana ha pesato, oltre a ciò, una crisi enorme: le famiglie rimaste senza reddito né prospettive e i giovani che hanno di fronte solo lo spettro della disoccupazione, si sono sentiti abbandonati dalla politica. Aggiungo che il successo dei 5Stelle, per noi che siamo quotidianamente a contatto le persone e ne conosciamo il disagio, non è stato una sorpresa”.

 

 

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