24112017Headline:

“La gente ha premiato chi ha urlato più forte”

 

Andrea Scaramuccia

Andrea Scaramuccia

Dal leader viterbese de La Destra Andrea Scaramuccia riceviamo e pubblichiamo:

Le elezioni sono ormai terminate, le analisi post voto fatte ed ora assistiamo ad una fase tragica di ingovernabilità del Paese. Colpa del Pd? oppure del Pdl o di Grillo? Può darsi che sia di tutti o di uno solo, ma la realtà è che dieci giorni fa è successo quello che nessuno poteva immaginare: la popolazione, in massa, ha detto chiaramente basta ad un modo di far politica ed ad una classe dirigente, premiando chi urlava più forte il malumore per questa squallida situazione. Ed oggi? Come facciamo a raddrizzare questa barca chiamata Italia? Voglio solo fare un piccolo accenno biografico per poi passare alla risposta a questa difficilissima domanda.

Nel 2004, eletto presidente dell’Interporto Centro Italia, decisi di rinunciare allo stipendio fino a quando non fossero terminati i lavori. Non ne feci una battaglia politica, ma una battaglia di responsabilità. Se i tanti politici che mi derisero avessero, invece, seguito il mio consiglio, oggi non ci troveremmo nella situazione attuale. Non feci una battaglia politica perché era normale, per me, rinunciare a 30.000 euro se l’opera non fosse completata. Ho rinunciato senza clamori perché in politica non c’è bisogno di clamore, ma di azioni concrete.

Vedere oggi i grillini che rinunciano a una parte dello stipendio, salvo mantenere benefit per circa 12.000 euro al mese, mi fa sorridere amaramente. Si, perché se la classe dirigente del Paese avesse operato nell’interesse dell’Italia, sarebbe stato normale ridurre senza clamori i costi della politica ed oggi potremmo parlare di come risollevare la nazione. Ma ormai è inutile piangere sul latte versato, anzi dobbiamo approfittare dell’assist che ci ha lanciato Grillo. Il quale ha scoperchiato il vaso, ma difficilmente avrà la capacità di riempirlo di contenuti importanti, né i neoeletti grillini, almeno a sentire le prime dichiarazioni, sembrano in grado di reggere l’urto di un concreto cambiamento basato non solo sulla protesta ma anche sulla proposta concreta e realizzabile.

Allora questo vaso va riempito di contenuti nuovi rispetto al passato, migliori rispetto al passato, attingendo a tutte quelle energie che sono presenti nel centrodestra e nella popolazione tutta, energie nuove che possano ridare una speranza all’Italia.Questo bisogna farlo prima che il vaso si incrosti e non sia più possibile utilizzarlo.

Spero che i vertici del centrodestra locale e nazionale lo capiscano. Capiscano che c’è necessita di un radicale cambiamento, c’è bisogno di aria nuova, nuove facce, nuove impostazioni, c’è bisogno dei giovani formattatori del Pdl, come dei giovani preparati degli altri ambienti politici, dei tanti movimenti del web: tutta gente che ha fatto politica per passione, capacità e per spirito servizio e che oggi deve avere la forza di riunirsi per lanciare la sfida al futuro nel segno del rinnovamento. A questi, poi, bisogna aggiungere i tanti validi imprenditori ed i giovani che intendono sacrificare il loro tempo per il bene comune, per garantire un futuro migliore alla nazione.

Risponde Arnaldo Sassi: forse l’errore di Andrea Scaramuccia è proprio quando dice che certe cose vanno fatte senza clamore. No, oggi è tutto il contrario. L’importante è far passare il messaggio. E’ dire le cose, ma saperle dire, magari con consumata arte istrionica o da palcoscenico. Grillo ha fatto passare il suo messaggio perché è un attore consumato, così come negli anni Silvio Berlusconi è sempre riuscito a far passare i suoi, in quanto esperto “piazzista”, o – se volete – grande comunicatore. Purtroppo, la realtà è questa: Beppe Grillo ha sfruttato a proprio uso e consumo gli errori di una politica scelta dagli italiani sulla base di un sogno che poi non si è realizzato. Purtroppo, e questo va detto con amarezza, in Italia oggi conta più l’apparire che l’essere. E solo chi si adegua ha successo.

 

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18   Commenti

  1. Francesco Scialacqua scrive:

    Concordo con quanto dice Arnaldo. Non conta l’urlare ma il saperlo fare. Non a caso due dei tre primi “classificati” alle elezioni sono dei comici urlatori ed il terzo viene preso in giro perché non sarebbe in grado di tenere banco ad una festa con battute ed un pò di cabaret.
    Il problema non è nella questione economica o di benefit. Tra l’altro anche te Andrea hai sbandierato ai quattro giornali la rinuncia di qualche mese fa alle 100 euro di gettone di presenza dell’interporto.
    Il problema è che stipendi e benefit suonano come beffa dopo i risultati portati da certi politici. Se avessimo avuto ottimi politici oggi non staremmo a fargli i conti in tasca.
    Sulla questione giovani basta slogan. Non c’è bisogno di giovani ma di gente capace. Non mi importa dell’età o del sesso.
    Il più grande danno della politica degli ultimi anni è stato non aver selezionato una classe dirigente adeguata e quella che si è formata ha assorbito più che gli insegnamenti i peggiori difetti e consuetudini della classe ormai logora.
    Quello che registriamo oggi è un punto di rottura che non dice nulla rispetto al vuoto che si è creato.

  2. Sarei più ottimista

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