18122017Headline:

L’occupazione è sempre più latitante

Ferindo Palombella

Ferindo Palombella

Nulla di nuovo sotto il sole. Giacché le previsioni occupazionali rimangono oscure per la Tuscia nel primo trimestre 2013 secondo lo studio del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, in cui vengono rilevate la domanda di lavoro e i fabbisogni professionali e formativi espressi dalle imprese dell’industria e dei servizi. Il perdurare della recessione e la prospettiva che la stessa si prolunghi per buona parte del 2013 continuano a frenare la ripresa della domanda di lavoro da parte delle imprese. In particolare nella provincia di Viterbo i contratti di lavoro attivati nel primo trimestre 2013 potranno raggiungere, nel loro insieme, le 560 unità. Così come accade a livello nazionale, la maggior parte di essi riguarderà assunzioni di personale dipendente (330 unità, il 58% del totale). A questi si aggiungeranno poi una trentina di contratti in somministrazione (i cosiddetti “interinali”), pari al 5% del totale, 140 contratti di collaborazione a progetto (25%) e 70 contratti relativi ad altre modalità di lavoro indipendente (12%).

“Sul fronte occupazionale – dichiara Ferindo Palombella, presidente della Camera di Commercio – si gioca la tenuta del sistema economico locale e la coesione sociale. È palpabile la sensazione di disagio vissuta da imprenditori e lavoratori che vedono allontanarsi quelle prospettive che fino a qualche anno fa rappresentavano delle certezze. La mia preoccupazione riguarda anche i giovani, i quali devono rimandare a tempi migliori il loro progetto di vita a meno che non emigrino fuori provincia o addirittura all’estero. Ritengo fondamentale che le istituzioni, soprattutto in questa fase, offrano alle imprese disponibilità e opportunità affinché si possa riavviare il motore dello sviluppo così come auspicato nel Documento del Focus Impresa e Lavoro presentato ai candidati alle elezioni regionali e politiche”.

I programmi occupazionali delle imprese per il primo trimestre dell’anno si inseriscono in un contesto economico ancora difficile. Con il rallentamento dell’attività produttiva numerose aziende lamentano un’eccedenza di personale in organico e sono costrette a ricorrere alla Cassa integrazione. Il numero di lavoratori in eccesso nelle imprese può essere stimato traducendo il monte-ore degli interventi della Cig autorizzati (di fonte Inps) in “occupati equivalenti a tempo pieno”, tenendo conto sia dell’effettivo utilizzo del monte-ore da parte delle imprese nel trimestre in esame, sia degli effetti delle autorizzazioni concesse nei trimestri precedenti.

In base a questa stima, nel periodo settembre-novembre 2012, l’eccedenza di manodopera nelle imprese della provincia di Viterbo si è attestata attorno alle 1.900 unità equivalenti a tempo pieno: 1.600 nell’industria (+32% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno) e 300 nei servizi, in forte aumento.

In relazione allo stock di dipendenti presenti nelle aziende, questi valori indicano un “tasso di eccedenza” dell’11,3% nell’industria e dell’1,1% nei servizi, per una media del 4,9%, praticamente il doppio del 2,5% medio regionale. Questa eccedenza di manodopera determina nelle imprese una tendenza a ridimensionare il proprio organico. Non sorprende, quindi, che la variazione occupazionale attesa nel primo trimestre dell’anno in provincia di Viterbo sia di segno negativo: alle 560 “entrate” di lavoratori, sia subordinati sia autonomi, si contrappongono circa un migliaio di “uscite” (dovute a scadenza di contratti, pensionamento o altri motivi), da cui deriva un saldo negativo pari a 440 unità. Un trend in linea con quanto avviene anche nelle altre province laziali, dove si prevedono variazioni occupazionali di segno negativo, che oscillano da -150 unità a Rieti a -610 a Frosinone, a esclusione di Roma che si caratterizza invece per un saldo positivo, che dovrebbe raggiungere il migliaio di unità.

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