21112017Headline:

Michelini: “Mi criticano perché mi temono”

Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

Leonardo Michelini non replica alle accuse eppure puntualizza che molte delle frasi che gli vengono imputate non le ha mai pronunciate. Anzi, dice che visto che da destra a sinistra non si fa che parlare di lui “probabilmente è perché mi temono”. Le critiche gli sono piovute addosso da tutte le parti: da Sel, partito andato su tutte le furie perché avrebbe detto che non gli piacciono gli elettori di centrosinistra, a Francesco Serra secondo il quale starebbe cercando di smarcarsi da chi lo appoggia alle primarie (ovvero Fioroni- Sposetti-Gigli), passando per Filippo Rossi, che lo accusa di nascondersi dietro a un finto civismo quando in realtà la sua lista sarebbe espressione di partiti. “Mi criticassero sul progetto che ho presentato pubblicamente, non sulla persona visto che neanche mi conoscono”, ribatte.

“Ho detto che non sono lo zimbello dei partiti, fin qui nulla quaestio. Ma non ho mai detto – afferma – che non mi piacciono gli elettori di centrosinistra. Non fa parte della mia natura criticare persone o idee. Critico semmai i progetti. Sottoscrivo che non ho portato né porto alcun cappello di partito, rispetto le idee di chi è di sinistra e di chi è di destra. Mi dispiace essere attaccato per cose non dette. E non capisco perché i giornali parlino sempre di Michelini. Non dico niente di Serra, con il quale ho parlato un minuto a un’iniziativa di Zingaretti, né di Rossi con cui ho parlato una volta cinque mesi fa una volta, la Valeri l’ho vista in foto, la Frotini non so nemmeno se sia alta o bassa”.

Insomma, a Michelini non piace essere al centro dell’altrui attenzione soprattutto quando di contatti personale con chi critica non ce ne sono stati. “Sul piano personale – ribadisce – mi conoscessero meglio, chiedessero di me in giro, sapessero quello che faccio e ho fatto prima di parlare. Comunque pensandoci magari sul piano elettorale mi fa comodo”. Certo, purché se ne parli.

Sulla sua affiliazione partitica il presidente della Coldiretti ribadisce: “Non sono tesserato, non frequento partiti da più di venti anni, non sono funzionali a idee di partito. Mi criticassero sul progetto. Basta accusarmi perché amico di Fioroni, piuttosto che di Sposetti o Gigli, o perché magari loro hanno speso una parola a mio favore e allora io sono la nomenclatura”. Come si spiega tanto interesse? “Presumo che mi temono, altrimenti – risponde – non parlerebbero di un avversario. Ma io sono tranquillo: in un giorno e mezzo ho raccolto 840 firme, corro alle primarie, più di questo? Comunque chiamerò Innocenzi, siamo amici, mi dispiace delle sue parole”.

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