24112017Headline:

Un premio a chi smaschera gli imbrattatori

Antonio Obino

Antonio Obino

“Sono disposto a mettere in palio un premio. Che so: uno stock di biglietti per il cinema; o attrezzature per disegnare. Così, chi vuole assecondare le proprie voglie pittoriche, lo può fare tranquillamente a casa, senza prendere di mira, imbrattare e degradare gli spazi collettivi”. Così Antonio Obino, consigliere eletto nel 2008 con la lista civica “Ego Sum Leo”, poi impalmato dal sindaco Giulio Marini per il ruolo di consigliere delegato al decoro urbano. Un ruolo che costa fatica. Ché i numerosi appelli lanciati ai cittadini viterbesi di non lasciare i rifiuti ingombranti nei pressi dei cassonetti ovvero di non buttare cartacce in terra ovvero considerare le piazze e le vie della città alla stregua del salotto di casa, ancora non sono diventati, diciamo la verità, una estesa e condivisa scelta civica.

Ma Obino non vuole abbassare la guardia. Ora rimette nel mirino del suo impegno i writer che hanno ripreso la loro virulenta azione di imbrattatori senza quartiere. “Eppure – rileva – mi ero illuso che l’esempio delle ragazze del liceo delle Scienze umane Santa Rosa sarebbe stato imitato”. Già, il Santa Rosa, con le facciate dell’edificio scolastico di via San Pietro diventate con gli anni “tele” di culto dei writer. Ed ecco che le studentesse si sono inventate tutta una serie di messaggi, stampigliati su mini-cartelli plastificati, con l’invito ai graffittari di dichiarare dal vivo il loro amore senza deturpare le mura della scuola.

“Nelle ultime settimane – sottolinea Obino – i writer hanno ricominciato i loro assalti. Io comprendo che le prediche non servono a nulla. E allora ho pensato di mettere in palio biglietti del cinema o attrezzature da disegno da regalare a chi è disponibile a segnalarmi le identità degli imbrattatori di professione. Attenzione: non voglio denunciare nessuno, ma parlare con loro e tentare di convincere questi ragazzi (almeno immagino che siano ragazzi) che le loro gesta pseudo-artistiche costano alla collettività migliaia di euro. Non è difficile – aggiunge – poter avere un colloquio. I componenti delle tribù dei writer infatti si conoscono.  Proprio grazie alla “tag”, in pratica la firma che, mutuata dalla cultura hip hop, è utilizzata al posto del nome e definisce non solo una data persona, ma anche il suo modo di fare o un lato caratteristico”.

Nell’occasione, il consigliere delegato al decoro torna a sollecitare il sindaco e il prefetto agli opportuni controlli per il rispetto della legge che vieta la vendita di bombolette spray ai minorenni.

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