25092017Headline:

Un salasso chiamato addizionale Irpef

Irpefbuona

Il Governo taglia i trasferimenti ai Comuni e questi, per continuare a garantire i servizi al cittadino si rifanno con le addizionali Irpef. Quindi pescano nelle tasche dei cittadini. E’ il sistema perverso sulla riduzione della spesa pubblica, che ha come effetto la riduzione della qualità dei servizi erogati e l’aumento delle imposte locali. Un sistema che vale anche nella Tuscia, come dimostra uno studio della Cisl sull’Irpef. L’imposta sul reddito delle persone fisiche viene applicata dai Comuni. Il massimo dell’aliquota imponibile è dello 0,8 per cento e sono in molti ad applicarla.

I paesi in cui il costo è massimo sono Bassano Romano, Bomarzo, Calcata, Canepina, Capranica, Caprarola, Cellere, Civitella d’Agliano, Gallese, Graffignano, Oriolo Romano, Proceno, Ronciglione, Tuscania, Vetralla, Villa san Giovanni in Tuscia, Vitorchiano. Quelli in cui la spesa è minima sono Castiglione in Teverina e Montalto di Castro con lo 0,2. Ma il vero e proprio Eden è a Barbarano Romano e a Castel S. Elia, dove non si paga nulla.

Comunque sia, il dato che più balza all’occhio leggendo la ricognizione fatta dalla Cisl è quello sull’aumento dell’imposta, applicato negli ultimi anni di pari passo con la riduzione dei fondi che le Finanziarie hanno attribuito ai Comuni. I casi eclatanti sono quelli di nove paesi in cui nell’ultimo triennio le tariffe sono state aumentate dai sindaci per una percentuale tra il 100 e il 400 per cento: Bassano Romano, Bolsena, Capodimonte, Civita Castellana, Orte, Monterosi, Sutri, Tarquinia e Vetralla. Parchi gli enti locali nell’applicazione delle esenzioni, opzione che la legge prevede a favore delle classi più deboli. Solamente in sette paesi i residenti con redditi compresi tra gli 8.000 e i 10.000 euro non pagano nulla. Si tratta di Carbognano, Bassano Romano, Monterosi, Ronciglione, Sutri, Vallerano e Vejano. A questi Comuni va la medaglia per la sensibilità dimostrata verso i meno abbienti. Una nota di merito va senza dubbio ascritta ai primi cittadini di Grotte di Castro e Montalto, che addirittura – tra il 2011 e il 2012 – sono riusciti ad abbassare la loro aliquota.

Fortunato Mannino e Rosita Pelecca

Fortunato Mannino e Rosita Pelecca

Il sindacato in diverse occasioni ha richiamato i sindaci a una più equa applicazione delle imposte locali. “Abbiamo proposto – spiega il segretario Rosita Pelecca – delle soluzioni che avrebbero dato respiro economico soprattutto alle fasce più deboli ma non abbiamo avuto mai risposta”. E ora, in vista delle prossime elezioni, la Cisl torna alla carica. “Proporremo l’adozione del patto antievasione finora sottoscritto solo dal Comune di Viterbo. Ed è impensabile che su 60 comuni solamente sette applicano esenzioni”.

Il salasso è servito non solo dai Comuni, pure dalla Pisana. Dal 2007 nel Lazio i cittadini sono costretti a sborsare una maggiorazione dello 0,5 per cento a causa del piano di rientro sanitario. Insomma, la popolazione paga per gli errori di chi l’ha amministrata. Dal 2012 il totale delle addizionali nella regione è arrivato al 1,72 per cento. E per il prossimo futuro l’aumento è già previsto: nel 2013 i laziali saranno chiamati a pagare le addizionali al 2,03 per cento, che sommate a quelle comunali risulteranno le più alte d’Italia, fino a raggiungere il 2,83 per cento.

Quindi, la Cisl chiama a un bagno di realismo i candidati alle politiche e alle regionali. “Assistiamo ad una campagna elettorale basata solamente sul problema dell’Imu, come se – aggiunge Pelecca – fosse la causa dell’impoverimento dei cittadini. I nodi veri sono lavoro, investimenti, innovazione e la necessità di garanzie per i giovani, i non autosufficienti, i poveri”. Il quadro per il sindacato è drammatico. “Se sommiamo queste tasse agli altri balzelli imposti dagli enti locali e agli aumenti indiscriminati dei beni di consumo, i cittadini della provincia – conclude il segretario della Cisl – vedono assottigliarsi il potere d’ acquisto di salari e pensioni per avere in cambio servizi sempre più scadenti a costi molto elevati”.

 

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