26092017Headline:

Villa Buon Respiro, di male in peggio

I genitori dei ragazzi sotto la Cittadella

I genitori dei ragazzi sotto la Cittadella

Sembrava il giorno della prima vittoria per i malati di Villa Buon Respiro, che hanno strappato alla Asl l’impegno a diffidare eventuali interruzioni del servizio, grazie alla protesta inscenata ieri mattina dai genitori sotto la Cittadella. Invece, la mannaia della Regione si è abbattuta con ancora più forza sul futuro della struttura, decapitandolo: con una nota i funzionari dell’ente non solo ufficializzano il mancato accreditamento dei 100 trattamenti ambulatoriali (significa che saranno gli utenti a doverli pagare) ma perdippiù ai restanti 47 in bilico viene negata persino l’autorizzazione. Significa che il gruppo Tosinvest quei servizi non potrà più erogarli, salvo violare la legge.

E infatti dalla proprietà hanno inviato una lettera in cui scrivono che “relativamente ai 20 posti semiresidenziali e 27 posti residenziali presso le case alloggio, ora denominate microstrutture, (la Regione, ndr) ne vieta espressamente lo svolgimento, sotto qualsiasi forma”. La conseguenza? “L’impossibilità immediata di poter proseguire – continuano dal gruppo – nella erogazione delle attività, onde non incorrere in provvedimenti sanzionatori da parte degli organi preposti”. Ma le ripercussioni sono anche per i dipendenti:  “La società – continua al nota – si è vista, suo malgrado, costretta ad attivare le procedure di legge (mobilità e licenziamenti collettivi) finalizzate alla riduzione del personale in rapporto alle minori attività consentite dalla Regione”.

Intanto, il comitato dei genitori riunitosi ieri mattina in massa sotto la sede direzionale della Asl, qualche risultato l’ha portato a casa. La diffida alla struttura si cela dietro le parole del commissario straordinario dell’azienda, Antonio De Santis: “Predisporremo nei confronti della proprietà della casa di cura – ha detto – tutti gli atti opportuni affinché non vengano dismessi i pazienti senza la garanzia di una tutela della loro salute”. Ma la direzione ha pure tenuto a ribadire che “in questa situazione complicata la Asl non è in grado di risolvere autonomamente la vicenda che è in mano agli uffici regionali”. E quindi torna in ballo la speranza che la giunta Zingaretti, prossima all’insediamento, possa in qualche modo intervenire.

I genitori proseguono imperterriti la loro battaglia contro il tempo (fino al 30 marzo le prestazioni saranno erogate gratuitamente dalla clinica, anche se non si capisce se i 47 posti non autorizzati verranno dismessi prima). “Abbiamo chiesto – spiegano – l’istituzione di un tavolo aperto tra tutti i rappresentanti dei pazienti e le varie figure coinvolte in questa vicenda, ovvero Asl, Villa Buon Respiro, Regione, Comune di Viterbo, al fine di monitorare anche sotto la nostra supervisione i passi che man mano si faranno per arrivare alla definizione normativa della pratica in questione”. E, infine, pretendono un incontro urgente con i dirigenti della Regione che hanno firmato la nota “per avere – concludono – chiarimenti e sollecitare nel più breve tempo possibile la definizione della ormai annosa problematica”.

 

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