16122017Headline:

A Villa Rosa in arrivo 73 licenziamenti

Villa Rosa

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A Villa Rosa è in arrivo un terremoto. Oltre un terzo del personale sarà licenziato e chiuderanno tre reparti (trattamenti psichiatrici intensivi, terapeutico-riabilitativi estensivi e la struttura residenziale socio-riabilitativa h24) mentre saranno esternalizzati il laboratorio analisi e la radiologia. Sta scritto nero su bianco su un documento della Provincia italiana della congregazione delle suore ospedaliere del sacro cuore di Gesù, proprietaria della struttura convenzionata sulla Teverina. La nota porta la data dell’8 aprile: da allora sono scattati i 120 giorni entro cui il piano di smantellamento sarà realizzato.

Le cause? I bilanci in rosso: oltre 2 milioni all’anno le perdite dal 2009 a oggi. Un deficit che la proprietà imputa anche all’eccessivo costo del personale, definito “insostenibile”. Eppure, appena un paio di settimane fa i vertici della Asl avevano ufficializzato di fronte al prefetto che nella clinica il personale non è in esubero. Ma la congregazione va avanti per la sua strada come un caterpillar, con pesanti critiche dal sindacato. “Più passa il tempo e più Villa Rosa – accusa Mario Malerba, segretario Cisl Fps – fa lievitare il numero di esuberi. Siamo passati da circa 45 unità ipotizzate all’avvio del confronto alle 73 di oggi che ricomprendono 35 tra infermieri e operatori sociosanitari”. Una manovra che potrebbe mettere a repentaglio l’accreditamento. “E’ da verificare con la Asl se restano garantiti i requisiti necessari. Esistono altre strade: questa è una manovra inconcepibile specie se messa in atto da un istituto religioso”.

Su 191 attualmente in organico ne saranno licenziati 73.  “Le cause che hanno indotto la crisi economica – sostiene la proprietà – sono in parte strutturali, legate alla politica sanitaria nazionale e regionale che di fatto ha ridotto progressivamente la spesa pubblica destinata al settore rispetto anche agli standard richiesti, traducendosi in un’insufficiente remunerazione da parte del sistema tariffario”. Una chiosa che contrasta con quanto sempre sostenuto dai sindacati, secondo i quali Villa Rosa è l’unica struttura sanitaria a non aver subito tagli dalla Regione. Eppoi, “un sovradimensionamento occupazione messo in luce dalla spesa assorbe la massima parte dei ricavi”.

I numeri sono pesanti e testimoniano un indubbio stato di sofferenza. Le perdite riportate ammontano a 2.487.708 euro nel 2009 (i ricavi sono arrivati a 9.937.026 euro, mentre la spesa per il personale è stata di 8.793.022 euro); a 2.674.861 nel 2010 (la prima voce è aumentata a 10.326.292 e la seconda a 9.487.595); a 2.551.762 nel 2011 (10.706.216 l’una, 10.053.643 l’altra). “Nel 2012 – si legge – anche a seguito di alcuni interventi di contenimento della spesa (contratti a termine non rinnovati, ndr) si stima una chiusura definitiva del bilancio con la perdita di 1.955.477 euro”.

Ecco allora il piano lacrime e sangue messi a punto: ridimensionamento dei servizi ausiliari (autisti, addetti al centralino e alla manutenzione del verde) nonché dei servizi di accettazione e contabilità; cessazione dei servizi di assistenza alla comunità religiosa ospitata a Viterbo ed esternalizzazione dei servizi di portineria; affidamento a terzi della radiologia e del laboratorio analisi; chiusura di tre reparti. “L’andamento economico-finanziario della gestione – concludono – è tale da non consentire la retribuzione di personale eccedente, in quanto la crisi economica della casa di cura si inserisce in un andamento non del tutto positivo anche di altre attività gestite dall’ente (le strutture di Ascolici Piceno e Albese, ndr)”. Quindi zac, si taglia e non se ne parla più.

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355   Commenti

  1. laura de alexandris scrive:

    si stava meglio quando si stava peggio, ho lavorato a Villa Rosa dal 1982 al 2007 e stavo tanto bene anche se si lavorava molto eravamo pochi dipendenti con lo stesso numero di pazienti , mi dispiace molto ma non ci credo a quello che dice la Direzione.

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