21092017Headline:

Aeroporto, piano rischi a tutti i costi

Giulio Marini

Giulio Marini

Quello del piano rischi sull’aeroporto che non c’è rischia di diventare un vero e proprio giallo degno di Agata Christie. Certo è che il sindaco e la sua giunta non demordono, tanto è vero che hanno riconvocato il consiglio comunale per lunedì, martedì e mercoledì prossimi, aggirando stavolta la tagliola della possibile mancanza del numero legale. Se infatti lunedì non ci saranno 21 presenti, da martedì i lavori saranno effettuati in seconda convocazione e tutti i numeri saranno buoni. Insomma, da parte di Marini e company, su questa vicenda si sta verificando un vero e proprio accanimento terapeutico che desta più di un sospetto sia nell’opposizione che in qualche spezzone della maggioranza.

Ma il sindaco appare sicuro del fatto suo. Anzi. E’ disposto a giurare su qualsiasi cosa che l’approvazione di quel piano rischi ha come scopo primario quello di evitare la delocalizzazione del famoso insediamento Itet. “In quella zona – dice – l’Enac ha deciso il divieto assoluto di costruzione e quindi il Comune sarebbe oggi soccombente nei confronti della Itet, che sarebbe così autorizzata a chiedere di poter edificare in un luogo diverso. Approvando il piano rischi invece, si limiterebbe la zona dei divieti e rimarrebbe una parte dove sarebbe possibile costruire. Ergo, la Itet rimarrebbe lì dov’è”.

Però, su questa versione dei fatti la maggioranza non è ‘’tutta d’un sentimento’’ con il primo cittadino che la guida. L’interpretazione di alcuni esponenti del Pdl che siedono tra i banchi del Comune è decisamente opposta a quella di Giulio Marini: opposta la visione politica, opposta la procedura amministrativa, opposto perfino il disegno urbanistico della città. ‘’L’approvazione di un piano rischi relativo all’aeroporto di Viterbo – attacca così un esponente del Pdl, che preferisce al momento restare nell’anonimato – è del tutto immotivato’’. L’antifona è già chiara. ‘’Il piano rischi – spiega quindi l’interlocutore di maggioranza – sarebbe stato un passaggio che avremmo dovuto affrontare e approvare nel caso in cui si fosse realizzato un aeroporto civile nazionale, ovvero di grandi dimensioni’’.

Il riferimento, ovviamente, è all’ormai famoso aeroporto che non c’è, né ci sarà. Un progetto su carta, spesso venduto politicamente ad un’opinione pubblica affamata di sogni, comunque  a lungo desiderato, tanto da averci investito risorse politiche, economiche e anche un assessorato ad hoc. Un po’ come vendersi la pelle dell’orso prima di averlo ammazzato. Ma questa è dietrologia. Nella realtà manca solo una tessera del puzzle, un piccolo particolare che cambia il prospetto, come ricorda l’esponente del Pdl: ‘’Ci si dimentica – dice – che nel dicembre scorso il governo ha cancellato quel progetto. Certo, la decisione può essere rivista in futuro, ma intanto non giustifica tutta la fretta dimostrata per approvare il piano, specialmente a fine consiliatura’’.

Già, ma il sindaco afferma che il semaforo verde al Piano rischi è legato alla lottizzazione dell’area delle Zitelle. ‘’Niente affatto – risponde l’esponente di maggioranza – semmai il contrario. L’Enac infatti legò l’eventuale sviluppo della struttura alla salvaguardia delle zone che erano intorno a quello che sarebbe dovuto diventare un grande scalo aeroportuale. Evidentemente qualcuno pensa di trasferire quella cubatura altrove’’. Al Barco, per esempio?

Alvaro Ricci (Pd)

Alvaro Ricci (Pd)

L’altra voce contraria arriva ovviamente dall’opposizione. Anche Alvaro Ricci, vice capogruppo del Pd, la pensa in maniera completamente opposta al sindaco. Per lui quel piano rappresenterebbe proprio la chiave di volta per la Itet per andare a edificare al Barco. Poi aggiunge: “Al di là di tutto, mi sembra poco opportuno andare ad approvare una cosa così delicata di corsa e alla scadenza della legislatura. Forse sarebbe stato più giusto che a occuparsi della questione fosse stata la prossima amministrazione. Come sarebbe stato più giusto che la prossima amministrazione nominasse i membri della commissione urbanistica. Una questione di buon gusto. Piuttosto, tra tante urgenze – conclude Ricci – perché all’ordine del giorno non c’è il rinnovo della convenzione con le Terme dei Papi? Quello, ad esempio, è un problema che riguarda tutta la città. Se ne dovrebbe discutere in consiglio”. Già.

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