17122017Headline:

Come diventare un ottimo arbitro

L'arbitro Domenico Messina durante la lezione

L’arbitro Domenico Messina durante la lezione

“La tecnica non è solo rilevazione dei falli e gestione disciplinare. Occorrono anche credibilità, coerenza, attenzione ai particolari, capacità di modificare la propria condotta durante la gara e di prevenire gli eventi. Nel calcio moderno è inaccettabile che un direttore di gara non sia preparato fisicamente. In serie A un arbitro corre circa 14 chilometri ogni gara. Bisogna avere resistenza fisica, saper variare il passo, dosare le energie, muoversi con razionalità e posizionarsi con intelligenza durante le azioni di gioco”. E’ il vademecum dettato da Domenico Messina agli arbitri di calcio viterbesi durante la lezione tenuta nei giorni scorsi nella sede locale dell’Aia. L’ex arbitro internazionale ha affrontato, con l’aiuto di diapositive, gli elementi di base di un arbitro moderno: la tecnica, la preparazione atletica, l’aspetto psicologico, la forza morale e la voglia di migliorarsi.

Col presidente viterbese Luigi Garbarri

Col presidente viterbese Luigi Garbarri

Messina ha affrontato anche l’aspetto psicologico, mettendo l’accento sulla comunicazione non verbale, la tonalità della voce, la gestualità dell’arbitro. “Tutti i nostri gesti – ha detto – hanno un significato preciso per noi e per chi ci guarda. Ogni azione ben fatta perde valore se non viene comunicata nella maniera corretta”. Poi ha invitato i colleghi, specialmente i più giovani, a essere professionali e ad avere rispetto per tutti. “Siamo portatori sani del virus dell’arbitraggio – ha detto – e ogni nostra scelta comporta contemporaneamente una rinuncia. Non cercate scorciatoie per raggiungere l’obiettivo. Credete fermamente in quello che fate e cercate sempre nuovi stimoli a migliorarvi. Mettetevi continuamente in gioco, non sentitevi mai arrivati. Per diventare un grande arbitro o un grande uomo – ha concluso – bisogna inseguire i propri sogni. Entrate in campo felici e ciascuno di voi sia professionista nella testa e dilettante nel cuore.”

Al termine della lezione, il presidente della sezione di Viterbo Luigi Gasbarri e il consigliere nazionale dell’Aia Umberto Carbonari hanno ringraziato il collega per la gradita visita e gli hanno consegnato alcuni oggetti ricordo, tra i quali una riproduzione della macchina di Santa Rosa.

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