20112017Headline:

“Con la cultura si mangia”. Parola di Muller

Marco Muller

Marco Muller

Marco Müller potrebbe avere una ricetta. Perché il direttore del Festival del cinema di Roma, già direttore della mostra del Cinema di Venezia, e prima ancora di Locarno, sa di quello che parla. E se il tema della lezione-conferenza che si terrà stamattina, alle ore 11 all’auditorium di Santa Maria in Gradi è “La programmazione culturale produce reddito e occupazione”, allora vale proprio la pena ascoltarlo. Soprattutto in una città come Viterbo, che ha imparato da poco a riempirsi la bocca (ma non le tasche) di parole come cultura e turismo, e che ancora non sembra avere le idee chiare in proposito.

Intanto va detto che la bella idea è venuta al Disucom (cioè dipartimento di scienze umanistiche, della comunicazione e del turismo) dell’università della Tuscia. Che ha inserito questo incontro nel calendario dell’iniziativa “Nell’officina della comunicazione”, che ha già visto un ospite illustre come Marco Giusti e che nelle prossime settimane avrà anche Marco Travaglio e la stilista viterbese Benedetta Bruzziches. Questo incontro con Müller, così come quello con Giusti, è stato organizzato insieme al Tuscia film fest. Ed è il suo direttore organizzativo Mauro Morucci a spiegare com’è nata l’idea: “Innanzitutto – spiega il giovane responsabile anche di Melting pot comunicazione – bisogna considerare che non è stato facile trovare una data disponibile, visti gli impegni nazionali ed internazionali di Müller. Una volta trovata la data, è stato lo stesso direttore a proporci questo argomento, cioè come sviluppare la cultura e trasformarla in un volano per la crescita economica del territorio. Un tema che è di grande attualità in questo periodo di crisi, e che investe direttamente una provincia come la nostra, ricca di tesori artistici, storici e ambientali non sempre adeguatamente sfruttati”.

Un territorio che Müller conosce e frequenta da anni, visto che possiede una casa a Barbarano Romano: “Ma attenzione – avverte Morucci – perché il suo legame con la Tuscia va oltre la frequentazione sporadica, il mordi e fuggi dei week end. Lui dice sempre che Barbarano è casa sua, i suoi libri, le sue cose più care le tiene lì, e quando era direttore a Venezia faceva base proprio in paese. Oggi ha anche una casa a Roma, ma Barbarano resta il punto di riferimento”. Quindi si presume che Müller abbia presente i problemi e i limiti di questa terra, oltre che naturalmente le immense potenzialità: “Sono sicuro – conviene Morucci – che sappia fornirci delle proposte pratiche per incentivare lo sviluppo della cultura, e renderlo più concreto e appetibile. D’altronde, Müller ha già dimostrato di saper far decollare manifestazioni culturali di provincia fino a farle diventare degli appuntamenti imprescindibili del panorama internazionale. Penso al festival di Locarno, da lui diretto fino al 2000, divenuta oggi una manifestazione da 7000 presenze giornaliere paganti. E prima c’era stata anche la mostra internazionale del nuovo cinema di Pesaro, un esempio simile. Tutto questo gli ha aperto la strada fino ai grandi festival di Venezia ieri e Roma oggi”. Per completare il quadro di quello che è considerato un vero e proprio guru del cinema mondiale, aggiungiamo la passione per la Cina (cinematografica e non) e i successi da produttore, fino a vincere il premio Oscar con No man’s land nel 2003. E scusate se è poco.

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377   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Filippo Rossi da Trieste è la dimostrazione vivente che con la cultura si mangia. Bene, anzi benissimo.

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