16072018Headline:

“Francesco Serra dovrebbe ringraziarmi”

Nando Gigli

Nando Gigli

Per fare una guerra bisogna essere (almeno) in due. Per fare una guerra bisognerebbe pure cercare di colpire l’altro. Ma cercare di colpire Nando Gigli è impresa ardua. Sentite come risponde a chi nel centrosinistra lo indica come vecchio arnese da non imbarcare – assolutamente non imbarcare – sull’arca dell’alleanza per conquistare Palazzo dei priori. “Sinceramente queste polemiche non riescono ad appassionarmi. Capisco che facciano parte del gioco, ma le vivo con assoluto distacco”. Insomma, dopo il successo alle primarie di Michelini, sostenuto tra gli altri anche da Gigli, il berciare degli sconfitti non riesce ad arrivare neanche alle orecchie del Babbo. E non perché il venerando non ci senta bene (anzi, l’udito è ottimo), ma perché lui vive in un’altra dimensione. Di atarassia, per non dire di indifferenza.
Gigli, eppure il renziano Francesco Serra intende mettere dei paletti. Ci sono persone più presentabili – e candidabili – di altre.
“Mi dispiace, ma non riesco a comprendere questo modo di fare politica, è una cosa che non mi appartiene e che non riesco neanche a giustificare”.
Quale modo?
“Dico: Serra ha perso le primarie. E’ una persona che rispetto, e che apprezzo per come ha condotto la sua battaglia. Poi, le urne hanno decretato un risultato, che è la vittoria di Michelini, e a questo punto le cose dovrebbero cambiare”.
Come?
“Serra dovrebbe, come tutti gli altri, cercare di lavorare per il traguardo successivo, cioè la vittoria del candidato alle comunali. O almeno, così sono sempre stato abituato a ragionare io”.
Cioè, tutti uniti per conquistare Palazzo dei Priori.
“Già. L’esito delle primarie, con il grande numero di votanti, è già un dato importante: ho sempre visto la politica come allargamento dei consensi, cercare e trovare nuovi voti, coinvolgere maggiori forze e persone possibili. Questo mi è stato insegnato e questo cerco di fare”.
E allora perché Serra e altri non la considerano benvenuto nell’alleanza?
“Non so. Per come la vedo io, semmai mi dovrebbero ringraziare per aver contribuito ad  ampliare la base dei votanti”.
Le danno fastidio certi atteggiamenti?
“Figuriamoci. Solo che non li capisco. Ho cinquant’anni di attività alle spalle, ho avuto sempre molta stampa contro, con campagne spesso feroci. Ma le mie battaglie sono abituato a vincerle, anche grazie alle persone che sono riuscito a coinvolgere. Solo che non mi spiego…”
Cosa?
“Ripeto: l’atteggiamento di distruggere, dividere, cercare pretesti. E’ un aspetto singolare, che non è spiegabile con l’amarezza di aver perso, o almeno non soltanto con questa”.
Sta lavorando ad una lista di amici?
“Non sto lavorando a niente. Mi è stata chiesta una mano, e io collaboro. Senza alcuna pretesa”.
E gli altri candidati a sindaco? Come li vede?
“Neanche li conosco. Sono giovani, non hanno trascorsi politici, e questo oggi è considerato un punto di merito, è la moda”.
Avranno tempo per fare esperienza…
“A patto che non la facciano sulla pelle dei cittadini, no?”

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21   Commenti

  1. ORESTE ZAMPINI scrive:

    Gigli saggio come sempre.se aveva un difetto come tutti gli uomini di questo mondo:tramt’anni fa’ segnalava sempre persone capaci per rivestire incarichi importanti nei vari ruoli istituzionali.Ma questo potrebbe non essere un difetto, bensi un pregio.E difatti nella sua vita di oltre 50 anni di politica e’ stato duro e puro. Complimenti!!!!

  2. Giorgio Molino scrive:

    Caro Zampini, a meno che il suo non sia un post ironico, ho la non vaga impressione che le sia rimasto qualcosa attaccato sulla lingua.

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