20112017Headline:

Il Pd è diventato un’armata Brancaleone

Oreste Massolo

Oreste Massolo

Sconcerto, amarezza ma anche dolore nell’assistere agli incomprensibili comportamenti del Pd, che hanno comunque consentito alla fine di rieleggere Giorgio Napolitano presidente della Repubblica: aveva più volte manifestato la netta indisponibilità a un secondo mandato, avendo 87 anni. Si è dovuti, così, ricorrere alla saggezza, all’esperienza, al prestigio e alla forza politica del vecchio presidente per ricominciare almeno a respirare, dopo che si era battuta la faccia contro il muro, rimanendo tramortiti.

Franco Marini è stato candidato come il presidente di tutti quando, secondo il dettato costituzionale, occorre la maggioranza qualificata dei due terzi e sono quindi necessari i voti del Popolo della Libertà: è la tesi di Bersani, sostenuta con convinzione, che viene però respinta nel segreto dell’urna, mancando a Marini 150 voti per la elezione a presidente. Senza nessuna motivazione si cambia allora strategia e si propone Prodi, inviso come il fumo negli occhi al centro destra; sul suo nome vi è l’applauso dei parlamentari Pd, riuniti in assemblea. Anche Prodi viene tuttavia impallinato, nonostante sia diminuito il quorum necessario, perchè 110 Pd non lo votano.E qui siamo allo sbando: si dà l’impressione di essere un’armata Brancaleone, senza regole, senza disciplina. Non era mai accaduto. E’ un fatto gravissimo: si dimettono infatti Bersani e la segreteria, si dimette Rosi Bindi, presidente del partito.

Cosa è accaduto? Difficile dare una risposta, ma molti sospetti si affollano. Prodi non era gradito perchè si puntava su un altro candidato che avrebbe ottenuto il placet del Popolo della Libertà Propendo per questa ipotesi, perchè avrebbe poi agevolato la formazione del Governo, perdurando l’assurdo atteggiamento dei grillini, contrari ad ogni forma di collaborazione.
Perché allora, non affrontare a viso aperto il problema nell’assemblea dei grandi elettori? E’ stato necessario il puntuale discorso del presidente della Repubblica per richiamare tutti alla dura realtà emersa dalla consultazione elettorale: nessun vincitore e quindi nessun Governo, ma solo intese tra partiti diversi per uno sbocco governativo, altrimenti elezioni.
Collaborare non sara’ semplice , vi sono posizioni diverse e contrastanti ed una sintesi appare quasi impossibile.E poi, quando Berlusconi riterrà di poter vincere le elezioni, non si farà scrupolo nel mettere in crisi il Governo: lo ha già fatto con Monti.
Così stanno le cose. Appaiano sempre più chiare le responsabilità di Grillo: con il suo ottuso comportamento ha impedito all’Italia un percorso di cambiamento ed ha aperto le porte ad
una probabile vittoria di Berlusconi alle prossime elezioni. Merita un vaffa.

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