21092017Headline:

Il porta a porta da luglio anche fuori le mura

rifiuti raccolta differenziatacitoPartirà da luglio ma viene annunciato già ora. Di sicuro per consentire ai cittadini di farcisi la bocca, non certo perché tra un mesetto di vota e il superattivismo degli amministratori a ridosso delle elezioni si impenna come il colesterolo dopo un’abbuffata. Ebbene, il porta a porta si estende a tutta la città. Partito nel febbraio del 2011 all’interno delle mura, tra tre mesi coinvolgerà tutti i quartieri.

Un investimento di circa 5 milioni di euro quello messo in campo da Viterbo Ambiente (la società composta da Gesenu e Cosp Tecno Service, subentrata al Cev nel settembre del 2012)  che servirà per acquistare 50 nuovi mezzi e 6.700 contenitori che saranno distribuiti tra i 35mila nuovi utenti serviti. Aumenterà anche il personale: dagli attuali 86 dipendenti – tanti sono confluiti dalla municipalizzata del comune alla società – si arriverà a 92. Un po’ pochini, per far fronte alla mole aggiuntiva di lavoro che si riverserà sugli operatori ecologici ma staremo a vedere i risultati.

Alcuni numeri: all’inizio del 2013 la raccolta differenziata a Viterbo è arrivata al 20 per cento dal precedente 15. Entrando nello specifico, il vetro recuperato è salito del 5 per cento – il che significa 54 tonnellate risparmiate su quelle che finiscono in discarica – mentre plastica e alluminio sono arrivati al 10 per cento, ovvero 77 tonnellate. L’obiettivo dichiarato dal sindaco Giulio Marini e dall’assessore Paolo Muroni è quello di raggiungere in tempi brevi il 55 per cento di differenziata.

In una città in cui resiste il malcostume di abbandonare i rifiuti – ingombranti e non – un po’ ovunque, non sarà facile far arrivare il sistema a regime. Già ora, sebbene a distanza di due anni dall’avvio, la raccolta porta a porta all’interno delle mura di crepe ne dimostra parecchie, dovute al malcostume di lasciare l’immondizia per le strade a tutte le ora non rispettando l’apposito calendario (a proposito: ma perché nessuno controlla e le multe non si fanno?). C’è poi l’anomalia di una differenziata che non differenzia tutto: l’umido ancora finisce in discarica. Ma in campagna elettorale riciclare pure quello sarebbe forse chiedere troppo. Parafrasando lo slogan di Marini candidato a succedere a se stesso: per differenziare non differenziare.

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