25092017Headline:

“Per i dirigenti del Pd sono un disturbo”

Francesco Serra

Francesco Serra

E Francesco Serra dà le pagelle. Ma senza voti, piuttosto pennellate che dal suo punto di vista descrivono chi sono i concorrenti alle primarie del centrosinistra e anche i competitor dell’altra sponda politica. E non solo: il consigliere comunale uscente del Partito democratico ne ha pure per il suo partito. Per quei dirigenti politici che neanche hanno pensato di indire un’assemblea per valutare le candidature, sposando a priori quella di Leonardo Michelini.

Serra, siete tutti “nuovi” i candidati sindaco di Viterbo?

“Non lo so. Per me posso dire che nell’ambito del mio partito, ho tracciato temi nuovi da diverso tempo, come la necessità di abbattere i costi della politica e la battaglia di Renzi. Non sono uno nuovo nella politica ma porto temi nuovi. Non è un caso che il partito non mi appoggio. E non è un caso la Caporetto attuale”.

Vede la disfatta?

“Sì, ora abbiamo pure i saggi. Forse è tempo di riconoscere che qualcuno aveva previsto questa fine”.

Intende che le tesi di Renzi si stanno dimostrando giuste?

“Mi pare evidente. E se si analizza la posizione delle primarie a Viterbo, si vede che in scala ripropongono quello che accade a livello nazionale con Bersani, Renzi e Vendola”.

La respira anche a livello di atmosfera la contrarietà dell’apparato alla sua candidatura?

“Gli elettori del Pd mi voteranno. La contrarietà sta solo nei dirigenti. Sarebbe naturale che un consigliere Pd si candidasse. Invece a Viterbo non hanno fatto neanche un’assemblea per discutere se appoggiare o meno un consigliere uscente. La mia candidatura è stata un elemento di disturbo”.

I rapporti coi dirigenti piddini?

“Normali, come tra persone che si stimano per certi versi e per altri meno. Per Fioroni, comunque, la mia candidatura è un disturbo: non la voleva. Per lui, sono una difficoltà. Sposetti mi ha detto: fai la tua battaglia. Non mi ha né aiutato né ostacolato. Mi ha detto mi fa piacere, ora fai la tua battaglia”.

Nando Gigli?

“E’ un animale politico ma non lo considero del mio partito, non ci devo parlare per sapere che ne pensa della mia candidatura. Dal punto di vista politico, per storia e cultura siamo diversi”.

Michelini secondo lei è davvero l’uomo di Fioroni o di Sposetti?

“Verosimilmente di Fioroni. Durante la campagna elettorale, alle iniziative pubbliche non ero presentato io come candidato Pd. Ma è relativamente importante”.

E di Raffaella Valeri che ne pensa?

“Una bella figura, una valida competitor ma con idee che su molti aspetti si differenziano dalle mie”.

Marini il nuovo che avanza?

“A me sembra più una battuta la sua. Uno che ha fatto il deputato, il presidente della Provincia, il sindaco, il coordinatore di Forza Italia è nuovo? Dovrebbe puntare piuttosto sulla continuità, che per me sarebbe comunque una tragedia visto come ha amministrato”.

E Filippo Rossi?

“Un elemento di novità sicuro nel centrodestra. Magari si avventura in definizioni di housing sociale di cui dimostra di non sapere nulla. Diciamo che sulla cultura è molto preparato, ma non c’è solo quella. E sul resto non lo vedo ferrato”.

Nel centrodestra c’è anche Chiara Frontini.

“Una ragazza volenterosa. Anche se noto una miriade di liste civiche. Tutto questo civismo? Io non mi vergogno di aver fatto politica. Tutti vengono dalla società civile. Pure io: sono cardiologo ma non mi sento un incivile. E rivendico di aver fatto onestamente politica”.

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