16122017Headline:

Per uscire dalla crisi basta ascoltare Draghi

Mario Draghi

Mario Draghi

Si può uscire dalla crisi ma per farlo è necessaria una politica economica ambiziosa e coraggiosa, che rilanci la competitività dei Paesi dell’area euro che più soffrono gli effetti della recessione. Riforme strutturali mirate, dunque, ma prima di tutto far arrivare il credito alle piccole e medie imprese, le realtà più duramente colpite. Secondo il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, sono questi i passi necessari per ricucire il profondo squarcio dell’economia italiana. Le parole del banchiere arrivano da Amsterdam dove, intervenuto in un convegno universitario, ha potuto analizzare il contesto economico e politico europeo non mancando di rimproverare la condotta delle banche che applicano tassi troppo alti alle piccole imprese, impedendo loro di recuperare fiato. Il banchiere centrale italiano ha lanciato l’allarme, l’ennesimo, definendo preoccupante la situazione che vede le Pmi tra i soggetti più colpiti dalla scarsità e dal costo del credito, soprattutto considerando che proprio le imprese di piccola e media dimensione rappresentano i tre quarti circa dell’occupazione nell’eurozona.

A differenza delle grandi imprese che, meno dipendenti dal settore bancario, godono di un più facile ingresso nei mercati dei capitali, le Pmi soffrono notevolmente il costo del denaro e la difficoltà d’accesso al credito. Inoltre, proprio a causa della crisi, i piccoli imprenditori hanno sempre più necessità di ricorrere al finanziamento in banca per pagare le tasse e per compensare i mancati pagamenti da parte della Pubblica amministrazione e di altre aziende.

I problemi di liquidità degli imprenditori sono lo zoccolo duro sul quale è necessario fare pressione. Il sistema bancario deve impegnarsi in uno sforzo straordinario che faccia realmente la differenza per le piccole e medie imprese: queste realtà, vero e proprio motore dell’intera macchina economica italiana, hanno bisogno di poter tornare attive e competitive. Per ridare slancio e fiducia agli imprenditori è necessario allentare le criticità redditizie delle imprese: occorre dunque intervenire sul problema dei ritardi di pagamento della Pa con la compensazione diretta e universale tra i debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese e i debiti fiscali e contributivi delle imprese verso lo Stato.

È imperativo rimettere in moto il motore dell’economia italiana e per farlo bisogna alleggerire il sistema per consentirgli una ripresa veloce. Concordiamo con Draghi che, accanto alle riforme strutturali, propone il risanamento dei conti pubblici e il rafforzamento dei bilanci delle banche. A tal proposito sottolineiamo nuovamente la necessità di finanziamenti destinati al credito alle imprese.

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