22102017Headline:

Gli infiltrati di centrodestra non si sono visti

La fila ai seggi

La fila ai seggi

Primarie Pd

Le operazioni di voto

Governeranno? Perché se governeranno come parcheggiano, stiamo freschi. Macchine lasciate in tripla fila, e in faccia ai divieti di sosta, non si erano mai viste a piazza del Teatro. Accostano, scendono, pagano un euro, votano e ripartono. Qui, dove Beppe Grillo ha fatto il pieno sotto la pioggia, loro, quelli del centrosinistra, sperimentano un’altra versione di democrazia. Liquida solo di nome, perché in cielo non ci sono nuvole – anzi, è il primo vero sole di primavera, che abbiano qualche santo in paradiso? – e in giro non ci sono neanche vigili a fare le multe. E allora viene quasi spontaneo allungare queste primarie all’infinito: prima il voto, il dovere, poi due chiacchiere, un caffè, una sigaretta, magari un giretto verso il Corso, dove i negozi sono aperti e le vetrine sono accese.

La fila ai seggi

La fila ai seggi

Ugo Sposetti e Pietro Pacelli

Ugo Sposetti e Pietro Pacelli

Mattina: con la calma del dì di festa, hanno sfilato i grossi calibri. Fioroni poco dopo mezzogiorno, in contemporanea con l’Angelus del papa (ma guarda che coincidenza), e poi tutti gli altri. Dai fratelli Gigli, con Nando al debutto nel circo delle primarie, i molto meno celebri, ma molto più giovani, fratelli Tofani (Maurizio e Luca, che nel pomeriggio condurrà col solito brio la trasmissione sportiva di Radioverde), e altri deb come Massimo Fattorini, che appena poche settimane fa faceva l’assessore dall’altra parte della barricata. E il tesoriere Ugo Sposetti, col, baffo sempre più accigliato, insieme all’inseparabile Pietro Pacelli. Poi, naturalmente, i candidati, con Serra che ha votato a San Martino mentre Michelini e la Valeri ai piedi del teatro dell’Unione.

Alvaro Ricci e Goffredo Taborri

Alvaro Ricci e Goffredo Taborri

Un elettore al voto

Un elettore al voto

Insolitamente la fila è lunga ma ordinata, con i seggi divisi in ordine alfabetico, e l’ultima urna – quella meno frequentata – dedicata ai “non maggiorenni” (da 16 a 18 anni) e agli stranieri. Appena fuori, s’assiepano i padroni di casa. I Mazzoli, gli Egidi, i Fattorini, le Bizzarri, i Rizzello, gli Insogna, e via dicendo. Chiacchierano, pascolano, si crogiolano alla solina.

Massimo Fattorini

Massimo Fattorini

Francesco Serra

Francesco Serra

Pomeriggio: la piazza torna a riempirsi dopo il pranzo, la digestione, uno sguardo alle partite in tivù (non è che ci fosse un granché da vedere) e, per i più infognati, il trionfo di Cancellara alla Parigi – Roubaix. Poi, di nuovo a presidiare la piazza, la democrazia, la festa della grande famiglia. Troppo tardi per cercare di rimediare qualche voto in extremis: chi ha deciso ha deciso, chi è stato istruito a dovere non si lascia convincere da altri. E però, magari, qualcuno ci prova, tipo con la signorina che passa col cane al guinzaglio: “Scusi, ha votato per le primarie?” “No, non m’interessa grazie”. E giù a ragionare se l’animalista è per Marini o magari per Cinque stelle, visto che sempre di guinzagli si parla.

Ugo e Nando Gigli

Ugo e Nando Gigli

Beppe Fioroni e Patrizia Berlenghini

Beppe Fioroni e Patrizia Berlenghini

L’imprenditore in pensione, vispissimo, dispensa battute di qua e di là, fuma il toscano nervoso: “Lei è teso per l’esito delle primarie?” “Macché, penso al derby di domani sera”. Per la cronaca: lazialissimo, ma de sinistra. Alla faccia dei luoghi comuni. A proposito: almeno qui, a piazza del Teatro che poi sarebbe piazza Verdi (il busto vicino all’edicola fa assomigliare in modo imbarazzante il compositore a un certo Carlo Marx), non si vedono infiltrati del centrodestra. C’era questo timore, la voce voleva che qualcuno potesse votare Serra per incasinare i piani dei rivali: ma bisogna essere folli per intrufolarsi qui, in partibus infidelium, senza essere riconosciuti. E nei seggi delle frazioni sarà pure peggio: lì si conoscono tutti.

Leonardo Michelini e Beppe Fioroni

Leonardo Michelini e Beppe Fioroni

Beppe Fioroni al voto

Beppe Fioroni al voto

Mentre il sole scende, e l’affluenza cresce con lo struscio, sale pure l’attesa per i risultati. C’è chi organizza pizze al taglio per aspettare insieme i risultati. Altri che tornano a casa. Una signora col giacchetto nero, abborda i votanti: “Ho un figlio piccolo, siamo senza soldi. Può aiutarmi?”. C’è chi sgancia un euro (un altro), chi risponde con la verità: non c’ho una lira, signò. I tempi, d’altra parte, sono quelli che sono: a prescindere dalle primarie, e da chi le vincerà.

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329   Commenti

  1. Lucio Matteù scrive:

    La Sinistra è Serra …. Questa è la lista di Fioroni Gigli e Sposetti…. Mi dispiace ma non rappresentate la sinistra… (ma le vostre poltrone) Voto Filippo Rossi diritto come un treno!!!

  2. Giorgio Molino scrive:

    La Sinistra è Serra, e ci siamo. Michelini è roba di Fioroni, Sposetti e Gigli, e va bene, anzi male. Ma Filippo Rossi da Trieste chi e cosa rappresenta, oltre i suoi interessi?

  3. Lucio Matteù scrive:

    I suoi interessi? Cioè ora il problema sono gli intreressi di Rossi??? Ma quali sono? Se lo sai scrivili, mentre invece scrivi solo mezze frasi… QUì IL PROBLEMA E’ DI NOI CITTADINI CHE STIAMO IN MANO DI INCIUCISTI DI MESTIERE!!! Ma sai che mi importa a me degli interessi…!!! Io voglio che viterbo venga governata al meglio… e ad ora dopo Serra che è stato eliminato dalle truppe camellate peggio di Renzi, come alternativa vedo solo Filippo Rossi… Quindi rappresenta molti cittadini stufi di questi politicanti da 4 soldi…

  4. Giorgio Molino scrive:

    Quali sono i suoi interessi, o meglio il suo interesse, lo capirai, visto che sei duro di comprendonio, il giorno dopo le elezioni. Su una cosa comunque hai regione: Filippo Rossi da Trieste non è un politicante da quattro soldi. Troppo pochi quattro soldi.

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