16122017Headline:

Provincia, condanna per la foto della scheda

Dai capigruppo di maggioranza in consiglio provinciale Bruno Capitoni (Pdl), Francesco Bigiotti (Udc) e Gianluca Mantuano (FdI) riceviamo e pubblichiamo:

Apprendiamo con stupore la notizia che ha avuto per protagonista il deputato viterbese Giuseppe Fioroni. Per autoassolversi dall’accusa di essere uno degli oltre cento franchi tiratori del Partito Democratico che hanno impallinato Romano Prodi nella quarta votazione per l’elezione del nuovo Capo dello Stato, senza il minimo imbarazzo, ha mostrato in pubblico la foto della scheda con il nome dell’ex premier. Siamo rimasi basiti, sconcertati per la disinvoltura con cui è stato reso pubblico un comportamento che per qualsiasi normale cittadino italiano costituirebbe un reato.

Personalmente ignoriamo i regolamenti parlamentari, e non sappiamo se anche nelle votazioni che si svolgono all’interno di Montecitorio, sia fatto divieto a deputati e senatori di trasgredire la segretezza del voto. Ammesso che il comportamento tenuto da Fioroni sia perfettamente lecito dal punto di vista legale, di certo non può essere accettato, né tantomeno giustificato, sul piano etico. Fioroni oltre che un parlamentare è stato anche Ministro della Repubblica, quindi un uomo delle istituzioni.

Il gesto da lui compiuto per mettersi al riparo dell’accusa di aver tradito Prodi nel segreto dell’urna (forse sapeva già come sarebbe andata a finire?) è un’ulteriore dimostrazione di assoluta mancanza di rispetto nei confronti del cittadino comune. Perché ciò che per il cittadino è considerato reato è invece ritenuto lecito per un parlamentare? Perché qualsiasi persona sorpresa a fotografare la scheda all’interno della cabina elettorale incorre giustamente nelle sanzioni penali previste dalla legge, mentre il deputato, o come in questo caso un ex esponente di Governo, può tranquillamente mostrare in pubblico la foto della scheda come fosse una cosa normale oltre che lecita? Riteniamo che un comportamento del genere non abbia altro effetto che quello di minare ancora di più la credibilità della politica ed il senso di fiducia dei cittadini verso le istituzioni. A rendere ancora più grave la vicenda, il fatto che il tutto sia avvenuto in occasione dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, il rappresentante della Nazione, il massimo garante della Costituzione, il primo cittadino d’Italia. Tralasciamo il giudizio politico sulla pessima figura fatta dal Partito Democratico con la candidatura Prodi, divisiva del Paese e chiaramente ostile ad una buona metà del popolo italiano.

Sarebbe però utile e necessario in un momento come questo in cui il senso di disgusto dei cittadini verso la politica ha raggiunto livelli decisamente al di sopra della soglia di tolleranza, che tutti i politici si impegnino a ridurre sempre di più il divario fra il palazzo e l’opinione pubblica smentendo l’immagine del politico, cittadino di serie A e titolare di privilegi, al quale tutto è dovuto e concesso. Comportamenti come quello tenuto dall’onorevole Fioroni non fanno altro che fornire acqua al mulino dell’antipolitica.

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