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Raffaella Valeri e il nuovo che avanza

Raffella Valeri

Raffella Valeri

Fanno un po’ la battaglia del nuovismo i candidati a sindaco di Viterbo. Ognuno a cucirsi addosso una veste di verginità politica e amministrativa forse perché col grillismo imperante il vecchio fa brutto e soprattutto fa perdere voti. Ma Raffaella Valeri, in corsa alle primarie del centrosinistra con Francesco Serra e Leonardo Michelini, nella sua veste di novità ci si sente appieno.

Raffaella Valeri è nuova davvero?

“Direi proprio di sì. Perlomeno sul piano politico. Nuova perché finora non mi sono mai dedicata alla politica se non nel quotidiano, come le battaglie nella scuola e sul lavoro”.

E le tessere di partito? Mai avute?

“Mai. Però sono sempre  stata nell’ambito del centrosinistra, ho frequentato persone e partecipato a riunioni di quest’area”.

Allora è nuova sul serio!

“Ma nuovo secondo me, oltre al fatto formale, è il modo di muoversi e agire, cioè il tentare di non rimanere incastrati nelle logiche di partiti diventati occasione di rivendicazione di potere. Io sono al di sopra, al di fuori di queste logiche e mi muovo verso l’obiettivo”.

E Michelini e Serra?

“Tutti quanti rivendicano di essere nuovi”.

Appunto

“Le primarie del centrosinistra stanno riuscendo nell’intento: tutti vogliono portare qualcosa di nuovo. Ma io quantomeno non sono mai stata consigliere comunale. Serra ha due mandati, anni addietro pure Michelini era in consiglio. La mia novità sta nel non farmi imbrigliare nelle logiche di partito e nelle polemiche inutili. Anziché bloccati dal partito, le persone che amministrano dovrebbero informarsi, studiare, capire quali sono i problemi, facendo tavoli tecnici cogli utenti e gli interessati”.

Di nuovo con la società civile?

“Sì. Serve programmazione in base ai dati acquisiti sul campo. Bisogna coordinare la pianificazione urbanistica, del commercio, della scuola, dei trasporti. Il coinvolgimento va fatto su due piani: riavvicinarsi alla gente e creare spazi di incontro. La politica ormai è distante dalla società perché sono prevalse le logiche di partito e di gruppo. Riabilitare la politica significa risolvere i singoli problemi. Eppoi bisogna tornare a incontrarsi, mettendo a disposizione uno spazio comunale in ogni comune per decidere insieme. Internet non è il miracolo”.

Ah no, la rete non è la panacea di tutti i mali? Eppure i grillini ci puntano tanto…

“E’ un’illusione. Lo strumento di per sé non risolve i problemi. Potrebbe servire se tutti i problemi fossero semplici. La soluzione della rete rischia di essere superficiale. Bisogna coniugare la complessità, con l’informazione, con le competenze. Internet è solo un mezzo”.

Un sogno da dedicare ai viterbesi?

“Quello di far crescere la città in modo ricco non solo sul piano economico ma sul piano culturale e sociale, della crescita umana della popolazione. Quando abbiamo iniziato a perdere il desiderio di far cresce la comunità abbiamo perso economicamente. Più che i sogni vorrei far tornare l’entusiasmo che venga fuori dalle energie buone della città, ovvero dalle eccellenze esistenti e da quelle che si possono creare”.

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21   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Il più nuovo di tutti? Filippo Rossi da Trieste. Beh, magari proprio nuovo nuovo no, ma sicuramente lavato con Pirlana.

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