23092017Headline:

“Tutto regolare, i sindacati la smettano”

Dalla direzione generale della Asl riceviamo e pubblichiamo:

In riferimento agli articoli di stampa relativi alla stabilizzazione di 17 precari dipendenti dell’azienda, appartenenti al ruolo medico, sanitario e professionale, la Ausl di Viterbo ritiene opportuno formulare alcune precisazioni, al fine di evitare ulteriori strumentalizzazioni:

Il provvedimento di stabilizzazione è stato adottato in stretta applicazione del protocollo regionale del 26 giugno 2009 che stabiliva le condizioni e i requisiti necessari affinché le aziende potessero procedere all’inquadramento in ruolo di personale precario. Le 17 unità di cui sopra sono quelle che risultano essere le uniche aventi ancora diritto all’inquadramento in ruolo, facendo seguito a un primo gruppo di personale precario che, nel 2009, aveva già beneficiato dello stesso provvedimento.

Il giudice di primo grado ha respinto il ricorso sull’unico presupposto della mancata formale adozione di una delibera di stabilizzazione che soltanto la Ausl poteva adottare.

Le organizzazioni sindacali avevano peraltro già sollecitato nel maggio del 2011 la conclusione dell’iter di stabilizzazione, facendo riferimento all’accordo di concertazione intersindacale avvenuto il 29 settembre 2009, del quale l’azienda aveva preso atto con delibera numero 178 del settembre 2009.

Il commissario straordinario, che agisce con i pieni poteri di direttore generale, giusto proprio decreto di nomina, ritenendolo un atto dovuto, alla luce di tutte le considerazioni su indicate, ha anche inteso dare una concreta risposta, da un punto di vista sociale in un momento congiunturale di particolare difficoltà, volendo dimostrare che l’azienda è sensibile alla grave problematica del precariato, per il superamento del quale la direzione strategica assumerà sempre e tempestivamente ogni provvedimento che la normativa consentirà di adottare al riguardo.

L’azienda ritiene, pertanto, chiarito ogni possibile aspetto della vicenda, non intendendo ulteriormente tollerare speculazioni.

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