22112017Headline:

Una campagna tra gossip e inciuci

Domenico Merlani (Unindustria)

Domenico Merlani

Che poi la metafora del bar di Guerre stellari comincia pure a rompere i cosiddetti. E magari ad avercene di Obi wan kenobi, che guidato dalla Forza ci indica la via. Piuttosto, questi preliminari alle elezioni comunali viterbesi (26 e 27 maggio, per chi ci arriva vivo) assomigliano di più ad un incrocio tra la Prova del cuoco, Dagospia e il calendario di Frate indovino. Una serie di pettegolezzi, personaggi di dubbia fama, consigli non sempre utili e ricette che non riescono come dovrebbero. Una miscela infernale che – c’è da scommetterci la tessera elettorale – ci accompagnerà fino a sabato 27 aprile, quando a mezzogiorno scadrà il termine per presentare liste e candidature. Nella speranza vivissima che il gossip si trasformi presto in qualcosa di più pulp: minacce, bombe carta, ricatti. Così, giusto per non farci mancare niente.

Breve riassunto di quello che è successo (solo) nelle ultime 36 ore. S’ode a destra, a centrodestra, una voce: Merlani si candida col Pdl al posto di Marini. Certa stampa, giustamente, la rilancia, la amplifica. E’ il panico. D’altronde, si sa che il Bandolero oltre che essere stanco non gode di tanta fiducia da alcune frange del suo partito. Ci vuole un comunicato stampa dello stesso presidente di Confindustria per riportare la calma, almeno apparente: “Sono lusingato dalle offerte ma ribadisco la mia decisione di NON CANDIDARMI”. Con le maiuscole che equivalgono ad un urlo, giusto per arrivare anche ai duri di comprendonio. Il centrosinistra risponde da par suo: esce fuori la voce di una lista di “impresentabili gigliani” (una definizione che fa già tremare i polsi ai più deboli di stomaco) pronta a sostenere Leonardo Michelini e di conseguenza a spappolare la Santa Alleanza uscita fuori dalle primarie. Già, perché un’eventuale carrozzone targato Nando con sopra i vari Fattorini, Zucchi, Taglia e Moltoni farebbe incacchiare di brutto quegli schizzinosi di Serra e della Valeri. Anche in questo caso, accorrono i pescecani e l’acqua si fa ribollente.

Sandro Zucchi

Sandro Zucchi

Come se non bastasse, ci si mette pure l’Udc, o almeno quel che ne rimane attorno a Giammaria Santucci (nota: i più cinici li hanno già ribattezzati “I resti dell’Udc”, come se fosse una sfigatissima partita di poker, e forse lo è). Questi sembra che giochino su due tavoli, appunto: per qualcuno sono pronti ad appoggiare il centrodestra se e solo se Marini si leva dalle scatole; dall’altra, sembrano pure disponibili a sposare Michelini se e solo se Gigli si leva dalle scatole. Insomma, la vecchia tattica dei due forni non muore mai, anche se il pane che produce oggi risulta imbevuto d’arsenico. L’ultima delizia in ordine cronologico risale a poco fa, e attiene sempre all’ambito centrista. Torniamo a Gigli che, per evitare di scombussolare il centrosinistra, sarebbe addirittura pronto a far correre la sua lista da sola, come una scheggia impazzita, almeno al primo turno: Sandrone Zucchi sarebbe il candidato sindaco. Poi, qualora al ballottaggio dovesse servire un aiutino a Michelini, le truppe cammellate del Babbo risponderebbero presenti. E avrebbero così un credito da riscuotere in futuro.

E in tutto questo bailamme non poteva mancare il protagonismo del verginello Filippo Rossi. Che, sfumati i consigli per gli acquisti, per fare notizia ha deciso di imitare niente meno che Marco Pannella nello sciopero della sete. Attenzione però: col metodo della staffetta, vecchia invenzione di Ferruccio Valcareggi ai mondiali del ’70 in Messico. L’unico dubbio è: ma Rossi è Rivera o Mazzola?

Tra tanti rumors un fatto certo: oggi ci sarà l’incontro tra Leonardo Michelini e Francesco Serra. E, come dice il proverbio, se son rose…

Questa la cronaca un po’ incasinata delle ultime ore. Una cronaca in cui c’è poco arrosto e tanto fumo, e neanche marocchino. Soltanto depistaggi, esercizi di tattica di persone che s’atteggiano a generali prussiani quando invece sono soltanto sfigatissimi guerriglieri centroamericani. Ma dietro alla cortina fumogena, tutto sommato, qualcosa s’intravede: nessuno è sicuro di vincere, in pochi sono convinti di aver scelto il cavallo vincente, la porta delle alleanze è sempre aperta anche se nessuno si fida di nessuno. E intanto la campagna elettorale è già iniziata, imbevuta di populismo peggio che mai. Già, il populismo, un cocktail sconosciuto persino al bar di Guerre stellari.

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17   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Sarà un caso che la centrale della disinformazione, o meglio delle balle spaziale, sia il sito capitanato da the big but stinky journalist? E tutto questo per tirare la volata al deleterio e presuntuoso Philip Red from Trieste. Fatica sprecata, caro il mio big but stinky journalist: l’energumeno di origini triestine non sarà mai eletto sindaco. Questa è una certezza, non una balla spaziale.

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