24112017Headline:

Marini convinto di ribaltare il risultato

Giulio Marini

Giulio Marini

C’è chi aspetta con trepidazione il derby della Capitale e chi aspetta con trepidazione le elezioni. Poi ci sono i buongustai, che invece se la prendono comoda, si rilassano sul divano e attendono con fiducia le dichiarazioni post elettorali. Quelle a risultati già acquisiti, quelle rilasciate dai faccioni truccatissimi davanti alle telecamere di Brunovespa, oppure, per chi frequenta la provincia, a cronisti di buona volontà che fanno nottata davanti ai comitati elettorali o con la cornetta in mano. Ma l’attesa, il sacrificio, spesso sono ampiamente ripagati da ciò che si ottiene, come il cercatore d’oro che dopo anni a setacciare fiumi trova una pepita grossa così. Finalmente, siamo ricchi.

Qui d’oro se ne vede poco, d’accordo, ma certe frasi a botta calda, come le telefonate dei tifosi incazzati alle radio romane (e romaniste) dopo il derby, restano comunque memorabili. Il primo a parlare – ad una radio, ma guarda tu che coincidenza – è proprio Giulio Marini. Che da Bandolero stanco si è trasformato in bandolero matato, almeno per ora. E lui abbozza: “Questi numeri li conoscevamo già da tempo – ha concesso il primo cittadino uscente – e per noi non sono certo una sorpresa. Ma siamo anche sicuri di poter ribaltare la situazione  al ballottaggio”. Così come fanno gli sgamati altri candidati del Pdl: “Il fatto è che paghiamo la frammentazione, le tante liste civiche che hanno finito per togliere voti soprattutto a noi. Ma registriamo con piacere i buoni risultati ottenuti dalle nostre candidate donne”. Per forza, con la doppia preferenza di genere… Ma questo lo diciamo maliziosamente – e maschilisticamente –  noi.

Fa piacere vedere che va ancora di moda il “tanto si sapeva”. Mantra ripetuto ad nauseam (o ad minchiam, fate voi) in occasioni come queste. E anche qui il parallelo calcistico è calzante: le solite frasi di circostanza tipo: “Da qui in poi saranno tutte finali”. Già. E perciò non stupisce che anche quelli del Movimento cinque stelle, asfaltati a Viterbo così come nel resto della penisola: “Il fatto è che paghiamo la campagna di stampa nazionale contro i nostri rappresentanti in Parlamento. Tutte le storie sulla diaria, gli stipendi, i rimborsi: polemiche costruite ad arte che hanno nuociuto”, argomenta il candidato sindaco Gianluca De Dominicis. Che poi aggiunge, giusto per mettere le cose in chiaro: “Il ballottaggio? Lasciamo libertà scelta agli elettori, per quanto mi riguarda non andrò a votare”.

Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

Tutto già scritto anche per Leonardo Michelini, il vincitore morale e materiale di questo primo round. Per celebrarlo sono già pronti i manifesti di celebrazione e di incitamento in vista del secondo turno e alla faccia della scaramanzia. Ma lui, l’uomo del dialogo, sfoggia il naturale fair play: “Un risultato che avevamo immaginato”, dice citando senza citarlo, uno degli ultimi – e come al solito affidabilissimi – sondaggi commissionati dal Pd, che sarà pure un partito allo stremo ma dimostra di saperli ancora fare, i sondaggi. “Magari abbiamo preso qualcosina in più, e ci fa piacere: uno stimolo in più per lavorare in vista del ballottaggio, dove cercheremo di coinvolgere, di condividere, ma stando anche attenti ai cattivi apparentamenti”. E il segretario provinciale Egidi, accusato in passato dei più grandi misfatti compreso l’effetto Serra, si prende per ora la sua piccola rivincita. Ma c’è da tenere duro in vista del 9 giugno: occhio.

E mentre Filippo Rossi e la sua Viva Viterbo non parlano, almeno con certa stampa (certa stampa ringrazia e augura la più grande fortuna per le prossime, entusiasmanti avventure, politiche e non: fateci sapere), va segnalata l’amarezza di fondo di Andrea Scaramuccia de La Destra, che bolla così il fallimento delle liste che promettevano cambiamento e che adesso si ritrovano con numeri molto modesti: “Avevo proposto a Rossi, Frontini e Santucci di unire il fronte dei moderati contro Marini. Se mi avessero ascoltato, oggi saremmo al ballottaggio. Invece noi de La Destra non entreremo in consiglio per una novantina di voti. Grazie a tutti”.

C’è altro? Sì, la gagliarda Chiara Frontini, che fa a sportellate con Santucci e Grillo per la medaglia di legno. E poi, il dolce in fondo, arriva anche il commento ai risultati di Lista civica. Come chi? Il partito dell’ex premier Monti, rappresentato in questa meravigliosa terra di Tuscia da Marcello Mariani:  ”Lo scenario è quello di un tessuto elettorale cittadino frastornato, lacerato e avviluppato da una miriade di liste e listerelle: la risposta più forte è stata senza dubbio il non voto. Il proliferare di esasperati individualismi politici, al limite del messianismo, non hanno fatto bene alla città”. Grazie per il pensiero, chiarissimo come sempre. Ci vediamo alle prossime elezioni, O al prossimo derby.

 

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6.001   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Ridicoli come sempre Filippo Rossi da Trieste e i suoi accoliti. Si contenti, l’energumeno di origini triestine, di fare il ras di Caffeina e non ci ammorbi più con le sue velleità da grande politico. Doveva andare al ballottaggio e non ci andrà; doveva fare il sindaco e non lo farà. Benvenuto sul pianeta Terra, Philip Red from Trieste!

  2. Giorgio Molino scrive:

    E’ più borioso e arrogante Filippo Rossi o uno dei suoi tanti (che poi sarebbero sempre i soliti tre o quattro) accoliti che imperversano sul web?
    Grazie a questo post, pubblicato su un noto sito imperiale (che riproduciamo pari pari, refusi compresi), la domanda (retorica) trova una risposta chiara e netta:

    Quando con filippo rossi e gli altri abbiamo fatto questa lista siamo stati derisi ed umiliati da chi ora magicamente ci vuole strizzare l’occhio… (anche denunciati vedi palloncini pz.gesù) Ora sanno benissimo che gli serviranno i nostri voti… Io personalmente prendo atto che i viterbesi sono ancora troppo soggetti al clientalismo… Decideremo se andare al mare o meno.. Per ora si deciderà anche se portare caffeina fuori Viterbo… Questi signori non la meritano… Mi dispiace per gli altri..

    Dunque Caffeina, a dar credito a quanto scrive l’esaltato di cui sopra, è proprietà privata della lista “Viva Viterbo”? Chissà cosa ne pensano i vari membri della Fondazione Caffeina…

  3. Giorgio Molino scrive:

    Secondo post, sempre pubblicato dal sito dello sponsoriettatore di Filippo Rossi da Trieste, vergato dall’esaltato filippino (i refusi e gli errori d’ortografia sono contenuti nel testo originale):

    Difficilmente rispondo a chi non mette la faccia.. Cmq a P8 (nome di per se inquitante) dico di stare tranquillo… Caffeina non è legata a nulla… Il suo ideatore è filippo rossi che si è dimesso al tempo da presidente… Ma dopo essere stato tradito dal più dei viterbesi non farebbe cosa malvaggia (personale pensiero) a rientrare in caffeina e portarsela via in altri loghi dove gli fanno ponti d’orati.. Mentre viceversa rimanendo quà con queste teste che ci governano è destinata a scomparire… Ti dico solo che ancora tutto tace e aspettano che caffeina si vada a prostituire dal comune per organizzare l’evento, che poi va a beneficio di tutta Viterbo.. (almeno la parte che lavora con l’indotto di essa pizzerie rist..ecc ecc) Quindi non fare pensieri strani mettendo in bocca parole mai dette… Anche perchè io con caffeina non c’entro nulla… Cmq Viva viterbo è arrivata terza da sola e senza mai aver fatto favoritismi a nessuno…. E’ stata votata dalle persone stufe di questo vecchio sistema… Ma purtroppo Viterbo si è rivelata ancora non pronta al cambiamento… Via… Ancora amici degli amici al potere evvaiiiiiiii….

    A parte che questo signore non è neppure in grado di comprendere quello che scrive (scrive forse a sua insaputa, tale e quale un vecchio datore di lavoro di Filippo Rossi da Trieste?), a Viterbo anche i sanpietrini sanno che, dopo tante peregrinazioni e altrettanti rifiuti, Caffeina resterà a Viterbo perché nessun comune è disposto a concedere all’energumeno triestino quello che ha concesso e concede la nostra amministrazione. La campagna elettorale è finita, finitela pure di sparare balle, please!

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