15122017Headline:

Alvaro il corsaro all’arrembaggio

Alvaro Ricci

Alvaro Ricci

Di nuovo all’arrembaggio. Figuriamoci. Ora poi, che siamo in piena campagna elettorale, “Alvaro piuttosto corsaro” – al secolo Alvaro Ricci, vice capogruppo uscente del Pd in consiglio comunale – non poteva non prendere la palla al balzo per incalzare Giulio Marini e la sua amministrazione. L’assist glielo ha porto niente meno che il prefetto Antonella Scolamiero, con quella letteraccia inviata a palazzo dei Priori con cui intima di approvare il conto consuntivo entro 20 giorni, pena lo scioglimento dell’assise. Uno scioglimento però, già decretato dalla fine naturale della legislatura, tanto che si voterà per il nuovo sindaco il 26 e 27 maggio prossimi. Tant’è che la lettera non ha scosso più di tanto il primo cittadino: “Non c’è disavanzo – ha detto – ed è stato approvato in giunta. La ratifica potrà tranquillamente farla la prossima amministrazione”. Ma così sembra che non sarà, visto che per lunedì prossimo è stata convocata la riunione dei capigruppo.

Al di là di questo comunque, il corsaro Alvaro ha caricato tutti i suoi cannoncini a palla. L’approvazione del bilancio – dice – non è un atto formale, ma è la trasposizione in cifre dell’attività dell’amministrazione dei progetti posti in essere e dei programmi futuri. Non è un atto meramente tecnico contabile. Perché è da lì che si notano gli investimenti, la politica tributaria e tutto il resto, insomma la vita di una città”.

L’arrembaggio del corsaro si fa ancora più ficcante quando Ricci snocciola cifre e dati, a dimostrazione che secondo lui previsioni e consuntivo non corrispondono affatto. “I trasferimenti dalla Regione al Comune? Dai 23 milioni di euro previsti, ai 746 mila accertati. La spesa corrente? Da 64 milioni a 57. Gli investimenti? Da 57 a 14 milioni. Insomma – è la conclusione – se c’è un avanzo globale di circa 600 mila euro non è un dato positivo, bensì la dimostrazione che si è programmato male”.

L’ovvia conclusione – visto che siamo in piena bagarre elettorale – è l’affondamento del galeone di Giulio Marini e della sua amministrazione. “Col patto sottoscritto da Leonardo Michelini e Nicola Zingaretti saremo in grado di potare a termine tutto ciò che fino a oggi non è stato fatto. E’ un impegno forte che ci prendiamo, dal momento che la prossima volta governeremo noi”.

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14   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    “Il bandolero stanco”, “Alvaro piuttosto corsaro”: i film con Renato Rascel, che il buon Sassi dimostra di conoscere bene, erano molto belli e, nei limiti imposti dalla censura, trasgressivi. Ma per le figurine e i personaggetti di Palazzo dei Priori forse è più appropriato il titolo di un vecchio e mitico film con Totò: “Siamo uomini o caporali?”

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