16122017Headline:

Crisi, il turismo sempre più in calo

Turisti a palazzo dei Papi

Turisti a palazzo dei Papi

Il settore turistico, nonostante i ponti di questo periodo non dà segnali positivi. A conti fatti, i risultati delle indagini previsionali realizzate nelle precedenti settimane che potevano far sperare gli addetti ai lavori in una ripresa, sono stati drammaticamente smentiti.  Nei primi tre mesi dell’anno – compreso il ponte del 25 aprile – gli operatori turistici hanno avuto un calo degli arrivi di stranieri e le presenze sono calate di circa 3 punti percentuale rispetto allo stesso periodo del 2012. Più preoccupante la diminuzione del mercato interno, con una flessione di circa 8 punti percentuale sia degli arrivi che delle presenze. Questo andamento ha causato – ed è il dato più preoccupante in quanto nuovo – la chiusura di qualche migliaio di imprese tra settore turistico e pubblici esercizi. Tra l’altro proprio in città considerate ad economia turistica e zone turistiche d’eccellenza.

Questi sono i dati a livello nazionale ma che rispecchiano anche l’indagine per singole regioni e quindi anche per il Lazio. Occorre voltare pagina al più presto per evitare che il 2013 si caratterizzi come l’ennesimo anno di dura recessione che sta distruggendo redditi e lavoro di famiglie ed imprese. Inutile meravigliarsi allora, continua Peparello,  se le strade delle città, sono costellate di saracinesche abbassate. La reale capacità di spesa delle famiglie, oltre al rapporto qualità-prezzo dei servizi offerti, saranno i principali aspetti che governeranno l’andamento del settore anche per i prossimi mesi. Le vacanze saranno più corte e rispetto all’anno scorso diminuiranno i turisti stranieri, sopratutto dall’area europea ed in particolare chi viaggia con auto propria (causa aumento carburante e autostrada) così come si registrerà un forte calo dei pernottamenti domestici, che si prevede supererà addirittura il -7% rispetto al -1,5% del 2012.  Il turismo culturale e d’arte, il turismo rurale e la nicchia fitness e benessere saranno le tipologie con la crescita più evidente.

Solo il settore turistico, almeno quello culturale e d’arte, può reggere e una provincia, come quella di Viterbo, potrebbe resistere bene a patto di mettere in atto iniziative e proposte concrete frutto di partenariati pubblico-privato e programmazione negoziata anche con al centro dell’attenzione l’indotto lavorativo generato da tale settore. Auspico  che iniziative in tutta la Provincia servano realmente a promuovere e far la nostra provincia che merita di più di una semplice gita fuori porta ma può essere utilizzata anche per periodi di vacanza e week end tematici. Tutto questo sarà possibile solo se Enti ed imprese offriranno accoglienza e servizi all’altezza della situazione. Tra l’altro, sfruttando una pubblicità a costo zero che è quella del passaparola. In tal senso suggeriamo l’organizzazione “temporale” degli eventi tra Enti e associazioni di categoria perchè, ricordiamo, che per essere inseriti nella programmazione degli operatori della domanda turistica servono manifestazioni stabili, tempi certi e organizzati con largo anticipo.

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