24112017Headline:

Seconda Repubblica: da Meroi a Marini

sindaci seconda repubblicaIn principio, anno di grazia 1995, fu Marcello Meroi, sostenuto da Alleanza Nazionale, Forza Italia, ViterboViva. Al primo turno raccolse il 40,5 per cento di consensi, bastonò l’ultimo sindaco democristiano della città dei Papi, Giuseppe Fioroni (20,3%) e gli altri competitori (Silvio Ascenzi, Paolo Bettini, Franco Grattarola, Pierluigi Occhini) e al ballottaggio duellò vittorioso (56,1%) con Enrico Mezzetti (43,9%) che alla partenza correva in nome e per conto di Pds, Rifondazione comunista e Verdi.

RISULTATI_95Potrebbe cominciare così l’incipit della storia delle elezioni per il rinnovo del parlamentino di palazzo dei Priori, secondo le liturgie della Seconda Repubblica, così come normate dal decreto legge 13 agosto 2011, n. 138 (convertito dalla legge 14 settembre 2011, n. 148) che introdusse l’elezione diretta del sindaco e, sul piano politico, decretò la fine della Dc ovvero quella Balena Bianca (copyright Giampaolo Pansa) che resse le sorti del governo municipale da Felice Mignone (20 aprile 1946) al citato Peppe/Beppe Fioroni (27 maggio 1995).

RISULTATI_99Nel 1999, le truppe del centro destra cambiarono cavallo e impalmarono nel ruolo di portabandiera un altro leader storico della destra –  per tanti anni consigliere d’opposizione con la gualdrappa del Movimento sociale italiano –  Giancarlo Gabbianelli, che centrò l’obiettivo al primo turno, col 53,1 per cento dei voti, grazie alle performance del suo partito, ribattezzato – dopo aver risciacquato i valori di Dio, Patria e Famiglia in quel di Fiuggi – Alleanza Nazionale (24,8), nonché di Forza Italia (21,3), del Ccd (4,6), del Cdl (2,5), formazioni quest’ultime sorte dalla diaspora democristiana.

Vi è da rilevare che con le elezioni del 1999 i candidati a sindaco si incrementano. Se infatti quattro anni prima gli aspiranti indossatori della fascia tricolore erano stati sette,  ora se ne schierano nove: Giuseppe Occhini (Fronte Nazionale); Enrico Monteverdi (Fiamma Tricolore); Rita De Luca (Udeur e Ps Liberale); Agostino Grattarola (Partito repubblicano italiano); Italo Arieti (Sdi); Antonella Bruni (Democratici); Franco Cordelli (Lista per Cordelli, Ppi, Verdi, Democratici di sinistra, Comunisti italiani); Emilio Emiliani (Rifondazione comunista).

RISULTATI_04Nel 2004, Giancarlo Gabbianelli successe con facilità a se stesso, sempre al primo turno. Facendo in tal modo risparmiare i soldi dei contribuenti per allestire l’eventuale ballottaggio ma soprattutto migliorando il budget dei voti (56.8%), grazie al traino di Forza Italia (che diventa il primo partito, 27,7%), An (24,0%), Udc (6,8%), Nuovo Psi (0,8%).

Con l’avvocato Severo Bruno, il centro sinistra (Margherita, lista Bruno per Viterbo, Verdi, Italia dei Valori, Ds, Comunisti italiani, Rifondazione comunista) riesce ad ascendere alla miglior vetta di sempre, toccando il picco del  37,4%, mentre gli altri si devono accontentare di una manciata di consensi: Regino Brachetti, Udeur,  2,2%; Fernando Signorelli, Lista Signorelli, 2,7%; Giuseppe Salomone, Fiamma Tricolore, 0,9%.

RISULTATI_08Nel 2008 (scadenza innaturale della consiliatura grazie alle dimissioni di Gabbianelli nel febbraio) comincia l’era del Bandolero Stanco, alias Giulio Marini, già fondatore di Forza Italia, già presidente della Provincia.

Giulietto, costretto al ballottaggio da Ugo Sposetti, candidato del centro sinistra, ne esce vittorioso con una camionata di voti (21.988. pari 62 per cento), mentre il suo avversario si deve accontentare di veder uscire dalle urne 13.458 voti, pari al 38,00.

Quindici giorni prima, Marini aveva raccolto il 49,2 per cento dei consensi, con la liste civiche Ego Sum Leo di Antonio Obino,  Viterbo Vola dell’effimero Giovanni Bartoletti, e quel Popolo della libertà che nel frattempo aveva riunificato gli eserciti (si fa per dire) di Forza Italia e Alleanza nazionale. Sposetti, invece, aveva toccato il 33,5% con il Partito democratico e una lista civica intitolata al suo nome.

Per rimanere al 2008, vanno citati, per dovere di cronache e in ordine di apparizione sulla scheda, gli altri campioni che si erano schierati al primo turno: Giuseppe Talucci Peruzzi, La Destra, 3.1&; l’immarcescibile Rodolfo Nando Gigli, Udc, 7,8%: Enrico Mezzetti, Sinistra Arcobaleno, 3,2%; Marcello Di Prospero, Partito socialista e Comunisti italiani, 0,7%; Roberto De Santis, Italia dei Valori, 0,5%; Giuseppe Anelli, Amici di Beppe Grillo (sì, i progenitori del Movimeno 5 Stelle), 2,0%.

Siano arrivati al 2013. I candidati a sindaco sono tracimati: quattordici. Le liste pure (21), nonché gli aspiranti candidati consiglieri (a occhio e croce, circa 600). Come finirà? Mah. Comunque in bocca a lupo a tutti.

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19   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Tutti sindaci, quelli di destra, che Filippo Rossi da Trieste si vanta di aver votato.
    Rifletti bene, elettore di sinistra (ma anche di centro e di destra) disorientato, prima di dare il voto a chi, come l’energumeno di origini triestine, ha sempre mangiato (e bene) con la politica e ora, che non ci sono più i suoi padrini (Fini & Co.) a proteggerlo e a foraggiarlo, si è messo in proprio per continuare a campare sulle tue spalle.

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