17122017Headline:

E Scaramuccia diventò compagno

Andrea Scaramuccia

Andrea Scaramuccia

Quando la voglia di scoop supera la realtà si può anche inciampare di brutto. E così è successo che ieri mattina Andrea Scaramuccia, leader viterbese de La Destra e candidato alla poltrona di sindaco per palazzo dei Priori, s’è ritrovato su un giornale online con un titolo a tutta pagina in cui dichiarava: “Al ballottaggio voterò Michelini”.

Bene. Il piccolo Andrea (anche se ormai ha raggiunto pure lui una certa età) da camerata a compagno in men che non si dica. E la notizia non poteva non fare rumore, visti anche i rapporti poco idilliaci tra il nostro e il leader del centrodestra viterbese Giulio Marini

E allora, in  men che non  si dica il neo-compagno Scaramuccia è stato costretto a mette i punti sulle “i”. “Ho detto e ripeto – dice con calore – che, se non arrivo al ballottaggio, vado in vacanza, quindi non voterò nessuno. Anche perché, se mi sono presentato in alternativa agli altri candidati, è evidente che non ne condivida il progetto politico e sarebbe strano sostenerli in un secondo momento, a meno che questi non decidano ufficialmente di sposare il nostro programma”.

Un fatto comunque, è certo. Le bordate peggiori il compagno Scaramuccia le dedica a Giulio Marini. “Se avessi condiviso il suo modo di amministrare – aggiunge – avrei stretto subito un’alleanza con lui. Essendo invece molto perplesso su come ha operato non potevo, non posso, e non potrò sostenerlo”. Poi però, aggiunge: “E’ incredibile dire che la Giunta Marini ha fallito? Se uno è di destra deve per forza sostenere i confinanti politici o può decidere di mettere in atto un cambiamento per Viterbo? Infine, mi si perdoni l’abuso di interrogativi, ma il problema è la collocazione politica o le persone? A Viterbo c’è stato il centrodestra per vent’anni, ma il vero problema è che per vent’anni ci sono state sempre le stesse persone, gli stessi assessori, gli stessi protagonisti che oggi appaiono logori e poco credibili. Quindi, se si voleva il bene di Viterbo, il cambiamento andava fatto in fase pre-elettorale. Comunque – è la conclusione salomonica – La Destra è per crescita della città. Io mi impegno per migliorarla. Tutto il resto non mi riguarda. Se gli elettori ci daranno fiducia bene; altrimenti, al ballottaggio, i viterbesi scelgano pure chi vogliono”.

Ben detto, compagno Scaramuccia. Amen.

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29   Commenti

  1. Premessa d’obbligo: voglio bene e sono affezionato Andrea e non voglio in alcun modo entrare in polemica con lui. Permettetemi invece una piccola annotazione sul vostro titolo: più che “compagno” io avrei scritto “democristiano” o, se preferite, “neodemocristiano”. Infatti è arcinoto a tutti che Michelini è supportato da una parte importante del vecchio notabilato democristiano viterbese, che può ancora muovere molte leve. E anche gli esponenti viterbesi del PD, che provengono dai DS, sanno bene che a Viterbo la Balena Bianca non è mai defunta. Ciò detto, a scanso di equivoci, rendo pubblico il mio voto disgiunto alle comunali: voterò Chiara Frontini come candidato sindaco(a), mentre il voto di lista andrà a La Destra con preferenza ad un amico di vecchia data, che, come me, proviene dalle fila del FdG.

  2. Giorgio Molino scrive:

    Il Sor Scaramuccia è caduto in una facile trappola tesa da the big but stinky journalist (il peggiore).

  3. Giorgio Molino scrive:

    Intellettualmente onesto il ragionamento che, da destra, ha fatto Giovanni Fonghini. La sinistra, o quel che ne rimane, dovrebbe invece capire che, per battere il moribondo centrodestra capitanato dell’ex autista di Perugi e sindaco pro tempore, non è di alcuna utilità votare i pur intellettualmente onesti Prestininzi e Cario o, addirittura, appoggiare l’avido opportunista e voltagabbana Filippo Rossi da Trieste. C’è un unico modo per battere il centrodestra e ridimensionare le tossine andreottiane presenti in maniera massiccia ed esiziale nella lista di Michelini: votare i candidati del PD e di Sel-Viterbo bene comune che non siano in alcun modo collegati o compromessi con il vecchio e mai morto sistema di potere andreottiano. Un consiglio comunale e una giunta senza i vari Tofani, Moltoni, Ricci, Ciambella e affini sarebbe una reale garanzia di cambiamento, che, neanche troppo paradossalmente, potrebbe trasformare lo stesso Michelini in un politico veramente capace di far rinascere Viterbo. Meditate, elettori di sinistra, prima di lasciarvi incantare dalle sirene del peggior estremismo oggettivamente alleato con il centrodestra.

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