21112017Headline:

Ecco l’associazione E per i malati psichici

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Alberto Trisolini, Loretta Zanobbi e Giulio Marini

E’ nata l’associazione E. A presentarla, a palazzo dei Priori, sono stati la presidente Loretta Zanobbi, impegnata da oltre 20 anni nel mondo del volontariato, e il vice presidente Alberto Trisolini, psichiatra, direttore del Dipartimento di salute mentale della Asl. “Abbiamo voluto chiamare la nostra associazione E – ha detto Zanobbi – come congiunzione per una cultura della salute mentale. Il nostro intento è quello di unire, creare un ponte tra la società civile e i professionisti impegnati ogni giorno nel difficile campo della prevenzione, della cura e della tutela delle persone con disagi mentali. La promozione della cultura della salute mentale nasce dalla riscoperta del piacere di stare insieme, per valorizzare i contributi che ognuno di noi può dare a tutti i livelli. Il principio ispiratore condiviso di questa associazione é quello di umanizzare la malattia mentale, vederla nella giusta prospettiva di una delle tante possibilità umane, sebbene fallimentare e distruttiva, nella quale ognuno di noi può incorrere, sia pure in determinate sfavorevoli circostanze concomitanti”.

“È nostra convinzione – ha sottolineato il vice presidente Alberto Trisolini – che il cosiddetto malato mentale sia una persona, ipersensibile, fragile, quasi sempre vittima delle ingiustizie sociali e delle prepotenze umane, in altri termini, un debole che, con il sostegno dovuto, può riscattarsi e recuperare gli spazi e le posizioni sociali perdute e reintegrarsi nella comunità, solo se quest’ultima si dimostra più disponibile, accogliente, non giudicante, in una parola, non rifiutante. La prima cosa quindi è “addomesticare” il disturbo mentale per non permettere che sia vissuto come un’alienazione di assoluta alterità, ma come una dimensione umana, della quale si può parlare senza pregiudizi perché appartiene, sia pure con gradazione diverse, al potenziale di ogni essere umano. Senza dignità, casa, cibo, reddito, lavoro e un minimo di socializzazione e di crescita culturale, vale a dire senza i prerequisiti di umanizzazione non si può parlare di salute mentale. Quindi “e” come congiunzione, relazione e connessione di nodi vitali in una rete di risorse terapeutiche. Gli obiettivi dell’associazione scaturiscono dunque – ha concluso il dottor Trisolini – dall’incontro tra le aspirazioni umanitarie e benefiche di alcuni cittadini sensibili alla attuale crisi del sistema di valori e le esigenze operative del dipartimento che mira ad avvicinare il più possibile il disagio dei cittadini”.

Il benvenuto all’associazione nel mondo sociale è arrivato dal sindaco Giulio Marini: “Questa amministrazione – ha detto – è particolarmente attenta alle tematiche sociali e i viterbesi sono particolarmente sensibili verso il mondo dell’associazionismo. Da questo momento l’associazione E entra ufficialmente nella famiglia delle nostre associazioni di volontariato, preziose e indispensabili per la nostra città”.

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