22102017Headline:

Intanto, più porchetta per tutti

porchetta pdTogliamoci prima il dente dei numeri, numeri maledetti. Tra oggi e domani si vota a Viterbo e in altri tre centri della provincia, Sutri, Vallerano e Vignanello. Per un totale di 64.645 votanti, 53.357 solo nel capoluogo. Le donne sono un po’ di più dei maschietti. Le sezioni sono 77, 66 delle quali a Viterbo e frazioni.  Per che cosa si vota? Per il rinnovo dei consigli comunali e del sindaco. Gli orari: oggi dalle 8 alle 22, domani dalle 7 alle 15. Tutto chiaro, no?

I 14 candidati a sindaco

I 14 candidati a sindaco

Adesso non resta che decidere per chi votare: l’idea, la persona, il programma, magari la faccia, più probabilmente il ritorno personale (cosa me ne viene indietro se ti voto? Cose così, insomma. Nelle ore che hanno preceduto il voto, le ore di silenzio elettorale – sempre troppo poche – si è potuto riflettere sulla scelta da fare. Riflettere, riguardare le immagini e rileggere i resoconti degli ultimi appuntamenti dei candidati a sindaco. Parliamo di Viterbo, naturalmente, e anche qui si deve fare ricorso ai numeri. Manca un dato importante, serio, e inequivocabile su quanti chili di porchetta sono stati consumati nella sola serata di venerdì. (Parentesi religiosa & puntigliosa: una volta il venerdì era considerata vigilia, si mangiava solo magro. I tempi sono cambiati, le diete pure).

Altro che Beppe Grillo, altro che la marcia su Radioverde orchestrata da Scaramuccia. E’ la porchetta la vera protagonista dello scorcio finale della campagna elettorale. L’ha offerta Leonardo Michelini in quel di Pianoscarano, all’ora dell’aperitivo: ci vuole un fegato grosso così per mandare giù quella roba a certi orari. Più tardi, come se non bastasse, è toccato a Filippo Rossi in piazza del Gesù (la famosa porchetta futurista, che è velocissima) e a Giammaria Santucci nella vicina piazza San Carluccio, e pare che la sua fosse una porchetta molto giovane, e religiosa. Entrambi comunque hanno dispensato anche pizza e bevande. Da Rossi era tutto gratis: “Perché noi festeggiamo la nostra campagna elettorale, la più bella che Viterbo abbia mai visto”, ha spiegato il leader. Che forse avrà anche ragione, ma lo scivolone finale, riproponendo la porchetta come l’Aldo Fabrizi di “C’eravamo tanto amati”, è innegabile. Un piccolo giallo invece per Santucci e la sua FondAzione: lui, Giammaria, aveva spiegato che il banchetto sarebbe stato a pagamento (5 euro), col ricavato devoluto in beneficenza. Ma alcune gole profonde hanno confessato di aver mangiato a scrocco: vergogna. Ecco, gli scrocconi, un altro elemento caratteristico del venerdì pre-elettorale. Se ne sono visti parecchi, in giro per le vie del centro, a passare da una festa all’altra. Un trancio di pizza qui, un panino di là, un bicchiere di ottimo (si fa per dire) Tavernello per mandare giù tutto. E’ bello brindare alla salute dei candidati, e poi magari neanche votarli.

Ma torniamo alla serata. Buon ultimo, dopo una giornata impegnativa tra comizi e incontri, è arrivato il sindaco uscente Giulio Marini. Che alle dieci della sera ha radunato i suoi in piazza delle Erbe e si è messo a cucinare, con tanto di cappello da chef. Ma in questo caso niente porchetta – piatto troppo impegnativo da preparare – ma penne all’arrabbiata. Penne che lo stesso Marini ha ribattezzato “pennette della libertà” (sigla: Pdl). Una risposta in salsa, anzi in sugo, viterbese alla pasta tricolore che Silvio Berlusconi offre ai suoi ospiti nelle cene più o meno eleganti di Arcore.

Questo il quadro gastronomico, resta quello politico. Le urne che oggi si aprono, l’esercizio pratico della democrazia, del diritto di scelta e di non scelta. Di cambiare o non cambiare gli amministratori della città. Affari vostri, affari nostri e affari loro.

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309   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Niente di nuovo sotto il sole: il solito magna magna della solita politica. Sarebbe bello se, una tantum, la porchetta o la pasta andassero di traverso a questi pessimi politici.

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