17122017Headline:

“Esondazione del lago, colpa della Regione”

Paolo Equitani

L’assessore Paolo Equitani

Sono giorni che tutti lo maledicono. Il meteo ha sbagliato stagione, e al posto della primavera da settimane ci riserva una coda d’autunno. Problemi per l’umore, ripercussioni sull’agricoltura, ma soprattutto l’esondazione del lago di Bolsena. Il bacino non ce l’ha fatta più a reggere la mole di acqua che le nuvole hanno gettato sulla zona. Un flusso continuo dalle colline che circondano il bacino che non ce l’ha fatta più a reggere: è cresciuto fino ad esplodere, ingoiando tutto intorno. La soluzione sarebbe stata l’apertura delle bocchette del fiume emissario Marta ai massimi livelli per cercare di far abbassare il livello delle acque. Invece, l’apertura è stata solo parziale e il lago ha vomitato l’acqua fuori dai suoi consueti confini. La spiaggia, i moli, tutto sommerso. Le responsabilità? Secondo gli amministratori del posto sono dell’Ardis, l’agenzia regionale per la difesa del suolo, e della mancanza di uno gestore unico capace di decidere sul delicato equilibrio instabile del bacino.

Dalla Provincia puntano il dito sulla Regione. L’assessore all’Ambiente Paolo Equitani, già sindaco di Bolsena, chiede un incontro urgente al suo omologo Fabio Refrigeri. “Quanto accaduto – scrive – evidenzia gravi responsabilità e inadempienze da parte dell’organo di gestione e controllo, l’Ardis, che non ha chiaramente valutato con la dovuta attenzione, nonostante continue sollecitazioni, le conseguenze disastrose di una simile calamità”. Ne è conseguita la richiesta di una riunione, per evitare ulteriori danni all’ambiente e ripercussioni sull’economia.

Anche l’attuale primo cittadino di Bolsena, Luciano Dottarelli, se la prende con il lassismo dell’agenzia regionale. “Nel caso del bilancio idrico del lago di Bolsena, risulta incomprensibile – sostiene – che a tutt’oggi risultino completamente disattese da parte dell’Ardis le indicazioni risultanti dagli studi dell’Università di Roma Tre Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile, poi confluite nelle “Misure di conservazione” del “Piano di gestione della ZPS/SIC Lago di Bolsena” commissionato alcuni anni fa dalla Provincia di Viterbo all’Università della Tuscia-DAF e alla Lynx Natura e Ambiente”. Interventi disattesi e mancanza di uno gestore unico. “Sarebbe auspicabile – continua Dottarelli – che la responsabilità della gestione del bacino del lago facesse finalmente capo ad una sola entità, presente sul territorio e titolare di una governance comune e integrata”.

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