17102017Headline:

Imprenditoria giovanile: Tuscia maglia nera

Confartigianato: il segretario Andrea De Simone

Confartigianato: Andrea De Simone

L’imprenditoria giovanile italiana, quella dei ragazzi tra i 15 e i 39 anni, sta patendo una vera e propria emorragia con una perdita, nell’ultimo quinquennio, del 16% dei capitani d’azienda. Maglia nera per Viterbo che, con un calo del 7,5% nell’imprenditoria artigiana under 40, è la peggiore provincia del Lazio.

Il quadro emerso dallo studio condotto dall’Osservatorio Confartigianato sull’imprenditoria giovanile non è dei migliori e sottolinea come gli effetti della crisi abbattutasi negli ultimi anni sul Paese abbiano travolto gli imprenditori junior, decimandoli. La colpa è della grande recessione, certo, ma anche di un eccessivo costo del lavoro e del denaro, di una burocratizzazione che appesantisce e schiaccia le imprese, di un fisco che opprime e della carenza delle infrastrutture. L’Italia, insomma, non sostiene i suoi giovani e gli imprenditori under 40 sono quelli che ne pagano il prezzo più alto, nello specifico gli artigiani, categoria che più di tutte soffre le conseguenze dell’attuale situazione.

«La scomparsa dei giovani imprenditori lascia un vuoto che è sintomatico della gravità in cui versa l’Italia lavoratrice. – spiega Andrea De Simone, direttore di Confartigianato Imprese Viterbo – È evidente che se i giovani capitani d’azienda non vengono messi in condizione di implementare e sviluppare la loro voglia d’impresa il Paese difficilmente riuscirà a uscire dall’empasse della crisi. Il dato presentato dal rapporto di Confartigianato delinea una paralisi nel settore artigiano giovanile e Viterbo si attesta tra le province con il calo più alto. È fondamentale che il Governo ascolti questo allarme e si attivi per dare delle risposte che non siano solo sulla carta. Abbiamo bisogno di interventi risolutivi che tornino a dar voce e forza ai giovani, senza i quali per l’Italia non c’è futuro».

In Italia il calo degli imprenditori junior è più accentuato rispetto alla diminuzione media dell’8,9% verificatasi nell’Ue a 27. Nonostante ciò, però, il Bel Paese svetta sul podio europeo per numero di imprenditori e di lavoratori autonomi tra i 15 e i 39 anni. I presupposti per uscire dalla recessione dunque ci sono, quello che manca all’imprenditoria under 40 è il supporto da parte dello Stato. Se si creasse un terreno fertile per i giovani imprenditori l’economia italiana avrebbe un forte slancio in direzione della ripresa.

Bisogna ricordare che circa il 30% dei giovani imprenditori italiani è composto da artigiani: sono loro la fetta di imprenditoria che più di tutti sente e patisce gli effetti della crisi ed è a loro che bisogna guardare in primo luogo. Nell’ultimo anno la giovane imprenditoria artigiana del Lazio ha subito un calo del 4,2% e Viterbo è la peggiore delle province laziali con un calo attestato al 7,5%. Appare evidente l’urgenza con la quale bisogna invertire questo trend per concedere a realtà come quella viterbese,di tornare a farsi vanto di una delle sue eccellenze: la propensione all’impresa, soprattutto nello strato più giovane della popolazione.

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24   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Giovincelli inesperti, prendete esempio da Philip Red from Trieste, un imprenditore che s’è fatto grande con i soldi altrui!

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