17122017Headline:

Leonardo Michelini solo alla meta

Zingaretti, unica presenza a Viterbo per il centrosinistra

Zingaretti, unica presenza a Viterbo per il centrosinistra

Leonardo Michelini solo alla meta. E’ così, ma non è certo colpa sua. Succede che mentre tutti gli altri pezzi grossi in corsa per Palazzo dei priori sfoggiano in piazza i loro leader nazionali, il candidato del Centrosinistra si ritrova senza stelle. Il che, come vedremo, potrebbe anche essere un vantaggio, ma che al momento, nelle ore cruciali della chiusura della campagna elettorale, stona alquanto.

Ricapitoliamo, con ordine. Andrea Scaramuccia, de La Destra, ha avuto l’onore di ospitare Francesco Storace, il grande capo della Destra, in una cena appena il finesettimana scorso. E fin qui, passi: Storax a Viterbo è di casa, sia nelle sue vesti istituzionali (quando era presidente della Regione) sia in quelle di privato cittadino, viste le amicizie di lunga data che conserva in terra di Tuscia. Restando sempre a destra, persino Fiamma Tricolore può contare sull’arrivo del referente nazionale, Luca Romagnoli, ospite per sostenere Giovanni Adami nella cornice un po’ retrò del Caffè Schenardi. Più a sinistra, persino Rifondazione ha potuto incassare la visita di Paolo Ferrero, ex ministro che ieri ha arringato da par suo piazza delle Erbe per supportare l’alfiere locale Marco Prestininzi.

Beppe Grillo

Beppe Grillo domani a piazza del Comune

Il Movimento cinque stelle, poi, ha calato l’asso del ritorno di Beppe Grillo, che già a febbraio aveva fatto il pienone e che ci riprova domani a piazza del Comune, con l’obiettivo di tirare la volata a Gianluca De Dominicis (“Ma questa piazza riusciva a riempirla solo Giorgio Almirante”, notano dal centrodestra). E Giulio Marini? Be’, il bandolero ringalluzzito ha fatto tris in pochi giorni: prima con Giorgia Meloni, gentilmente accorsa al richiamo dei suoi fratelli (d’Italia). Poi Maurizio Gasparri, ospitato nella cornice un po’ lugubre del Teatrotenda. E infine, appena ieri, scaricando il messaggio audio registrato da Silvio Berlusconi, il Cavalier dei cavalieri. Il quale avrebbe anche promesso, a microfoni spenti però, di venire in carne e ossa a Viterbo nel caso di ballottaggio.

Berlusconi: un messaggio audio per Marini

Berlusconi: un messaggio audio per Marini

E Michelini? Nessuno lo è venuto a trovare, se si eccettua la comparsata del presidente della Regione Nicola Zingaretti (che però a Viterbo ha preso tanti voti e comunque è stato anche in tour a Sutri…). Michelini abbandonato, dunque, ma è difficile capirne le ragioni. Qualcuno sostiene che l’ingegnere, non essendo iscritto al Partito democratico, riscuote poco appeal e vanta pochi agganci nell’establishment romano. Plausibile, ma è anche vero che gli azionisti forti di Michelini sono proprio gli esponenti del Pd viterbese, che invece di amicizie ai piani alti dovrebbero averne. Almeno in teoria. Possibile che nessuno abbia fatta una telefonata per chiedere un ospite d’onore da sbattere in piazza a dire: “Votate Michelini”? E Fioroni e Sposetti, per esempio, non avrebbero potuto intercedere presso qualche big? Di qui, invece, scaturisce la seconda ipotesi: il Pd non ha mandato nessun pezzo grosso perché al momento non dispone di alcun pezzo grosso. Semplice. D’altronde, a guardar bene come è messo il partito, viene da credere a questa spiegazione: Bersani è morto e sepolto, il suo successore alla segreteria (Guglielmo Epifani) non può certo vantare il carisma del trascinatore. Letta sta a palazzo Chigi.  La Finocchiaro e la Bindi meglio lasciarle dove stanno. Ci sarebbe Matteo Renzi, l’unico in grado di approntare in quattro e quattr’otto uno one man show (lo si è visto l’altra sera a Porta a Porta). Ma il sindaco di Firenze è anche il capo della corrente che a Viterbo ha fieramente contrastato Michelini in occasione delle primarie, perdendole. Idem dicasi, se non peggio. per Nichi Vendola.

Ecco dunque che Michelini sta combattendo da solo – e fieramente – la battaglia. Ma resta un’ultima, affascinante teoria in merito a questa situazione.  Una teoria che si basa sul basso gradimento che riscuoterebbero oggi i politici nazionali presso i cittadini normali, abbastanza stufi di vedere le stesse facce, di sentire le stesse chiacchiere, dal vivo, “live”. Per quello basta e avanza la televisione. Se fosse davvero così sarebbe una strategia sopraffina. Che potrebbe anche portare i suoi frutti direttamente dentro le urne. Col rischio di confermare fino in fondo la tesi che ha animato la candidatura di Michelini sin dall’inizio: un sindaco “civico”, ispirato dai partiti ma da essi allo stesso tempo slegato, libero. Leader compresi.

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342   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Dimentica, il brillante articolista, l’asso nella manica di Filippo Rossi da Trieste: gli autobiografici palloni gonfiati.

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