23102017Headline:

Una torretta area nel lago di Bolsena

torretta aereo 2

L’opera di recupero in fondo al lago…

Si chiama Ileen Lois.  E’ una torretta aerea. Sarà esposta, dopo un accurato restauro, al museo di Bolsena, nella sezione dedicata alla Seconda guerra mondiale. Non foss’altro perché è un vero pezzo di storia,  tra le più tragiche, che hanno lambito le acque del più grande vulcanico d’Europa. La racconta Mario Di Sorte, in base alla ricerche compiute negli archivi dell’Aeronautica degli Stati Uniti d’America.

“Da Amendola (Foggia) il 15 Gennaio 1944 si alzano in volo alcuni  37 B-17 per una missione di bombardamento su Certaldo (Firenze). Uno dei velivoli, circa il cielo di Perugia, viene danneggiato a due motori dalla contraerea tedesca, lascia la formazione e, continuando a perdere quota, tenta di rientrare alla base. Sulle rive del lago Trasimeno, per alleggerirsi, sgancia il carico di sei bombe e si dirige verso sud. Giunto nella zona di Radicofani, i dieci componenti dell’equipaggio si lanciano col paracadute: cinque di loro vengono catturati dai tedeschi e gli altri riescono a fuggire. Alla fine della guerra,  tutti, inclusi i prigionieri, rientreranno salvi in Patria. L’equipaggio del comandante William Pedersen, una volta abbandonato l’aereo, non riuscì a vedere il luogo dove esso cadde. Le ricerche storiche hanno permesso di ricostruire i fatti e stabilire che il B-17 USAF matricola 41-24364 , continuando a perdere quota, si inabissò nelle acque del Lago di Bolsena proprio il 15 Gennaio 1944, alle ore 13.20 circa”.

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…il relitto viene portato a riva…

Ritorniamo a Ileen Lois. E’ il nome della moglie del mitragliere, inciso sulla torretta  B-17 USAF (le cosiddette Fortezze volanti), che ha consentito, da un lato identificare con precisione, a 69 anni dagli eventi bellici, il relitto scoperto due anni fa da Massimiliano Bellacima, della Scuola Sub di Bolsena;  dall’altro recuperarlo, grazie a un intervento compiuto dal nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Viterbo in collaborazione coi sub bolsenesi, al quale hanno assistito rappresentanti dell’Ambasciata Usa in Italia e della Scuola americana di Viterbo (School Year Abroad) e alcuni direttori di musei storici nazionali.

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…e infine deposto sulla terraferma

“La torretta – ha spiegato lo stesso Bellacima – è una sfera di circa un metro di diametro, posizionata sotto la parte centrale del velivolo e all’interno della quale operava un mitragliere; poteva ruotare su 360 gradi, muoversi verso l’alto e il basso ed era armata da due mitragliatrici Browning 50. Se nel lontano 1944 il mitragliere non avesse scritto il nome di sua moglie sulla torretta, oggi avremmo nel lago i resti di un bombardiere americano, ma l’impossibilità di identificarlo”.

Già, il 1944. Le forze di occupazione tedesche insediarono diversi campi di aviazione intorno al lago, punto di snodo e di controllo dell’area centrale dell’Italia.  In quell’anno, nel mese di aprile,  lo specchio d’acqua fu anche teatro di una battaglia aerea tra caccia tedeschi e americani. Nei pressi di Bolsena si insediò il Generale Alexander con il quartier generale delle truppe alleate.

“Voglio sottolineare – aggiunge Mario Di Sorte – che le ricerche effettuate hanno permesso di entrare in contatto con i parenti dei componenti l’equipaggio e di conoscere il racconto dettagliato di tutta la missione, incluso il lancio con il paracadute, la cattura da parte dei Tedeschi ed il rocambolesco rientro alla loro base dopo 6 mesi. Tra le persone contattate anche il figlio di Bernard Scalisi, un componente dell’equipaggio che riuscì a sfuggire alla cattura”.

 

 

 

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13   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Lago di Bolsena, 3013. Rinvenuta la torretta di un piccolo aereo da turismo con una bandiera recante la scritta “Viva Viterbo”. Nonostante gli sforzi degli storici locali e nazionali, nessuno ha ancora compreso cosa rappresentasse per la società viterbese di un secolo fa questa misteriosa associazione “Viva Viterbo”. Le ricerche, storiche e non solo, proseguono.

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