23112017Headline:

La Viterbese vince. Facciamola fallire

viterbeseEroica. Commovente. Fortissima. Una figura sola coi tifosi, che l’hanno sostenuta alla morte e alla fine della partita l’hanno abbracciata – nel vero senso della parola – entrando dentro il campo. La Viterbese che ieri ha mandato a casa il Sansepolcro (4-1 e buon rientro sull’E45) e che ha fatto un altro passo avanti nei playoff, è diventata una cosa meravigliosa. Come non se ne vedevano da anni da queste parti, e non solo in ambito calcistico. E se l’impressione agonistica è che il meglio debba ancora venire, magari battendo pure lo Spoleto mercoledì e poi volando alla fase nazionale della poule promozione, restano parecchio dense le nubi sul futuro societario. Ahia.

Le ultime notizie che arrivano dalle stanze e dai conti correnti di via della Palazzina non sono mica buone. Zero euro in cassa, si va avanti grazie alla solidarietà dei tifosi (sempre siano lodati, con le loro collette) e rimediando qualcosa qua e là. L’ultimo contributo l’ha offerto – più o meno volontariamente – sabato scorso Angelo Deodati, sì, Angelino “core d’oro”, già presidente negli anni Novanta in serie C2, inossidabile imprenditore nel ramo rifiuti. L’uomo di Pisoniano ha versato 20mila euro, non si sa spinto da cosa (o meglio: si sa benissimo, però non si può scrivere). Sabato ha anche ospitato a pranzo la squadra, offrendo addirittura un premio partita di 5 mila euro. La squadra ha risposto: “No grazie, l’elemosina non ci serve, almeno per ora. E il Sansepolcro lo battiamo comunque”.  Ieri il finanziatore ha fatto anche un’apparizione allo stadio, scortato dal direttore sportivo gialloblu Maurizio Manfra (l’attuale reggente del club), che se lo è sfoggiato in tribuna per un tempo. All’intervallo, poi, Deodati se n’è andato, come faceva l’avvocato Agnelli, e Iddio perdoni l’accostamento.

viterbeseMa sperare in un impegno massiccio e decisivo di Deodati per garantire un avvenire alla povera Viterbese è pura utopia. O, peggio, propaganda da quattro soldi. La realtà dei fatti dice che il monte debitorio della società, ad oggi, si aggira intorno ai due milioni di euro. Dei quali buona parte nei confronti dell’erario, cioé dello Stato, tra contributi, tasse, accise varie, e una piccola ma significativa parte per chiudere l’attuale stagione. Tra stipendi, fornitori e bollette varie. Un sacco di soldi, insomma, che al momento escludono qualsiasi ipotesi di ripescaggio in Lega Pro, dove i cattivi pagatori (e gli indebitati) non possono mica entrare. Difficile pure immaginare un futuro ancora in serie D, coltivando delle ambizioni di vertice: con tutti questi debiti sarà veramente arduo allestire per l’anno prossimo un’altra squadra competitiva, nonostante l’abilità di Manfra in sede di mercato.

Ecco allora che si sta lavorando su ipotesi alternative. Come quella di chiudere l’attuale As Viterbese calcio, lasciandola al suo destino, cioé il fallimento, e trasferire in città un altro titolo sportivo. Quello dello Sporting Terni. Club che ha conquistato la salvezza in serie D ma che è con l’acqua alla gola: il titolo è in vendita, lo vorrebbe anche Rieti che ha aperto una trattativa, ma adesso si è inserita Viterbo. Che così ripartirebbe sempre dalla D, ma con una società pulita, vergine, senza debiti. Un’offerta molto allettante per attrarre possibili investitori, che si chiamino Deodati o Pincopallino. Nota: il trasferimento di titolo sarebbe possibile per regolamento visto che Lazio e Umbria sono regioni confinanti e soprattutto Viterbo e Terni province limitrofe. Su questa ipotesi si sta lavorando alecremente negli ultimi giorni, anche perché le elezioni sono sempre più vicine e non si sa mai.

Piani di riserva? Al momento pochi o nulla. Camilli ha deciso di smettere col pallone (o così dice) o forse potrebbe restare a Grosseto. Alcuni avvoltoi, nelle ultime ore, spargono voci incontrollate sull’arrivo di Lotito, Mezzaroma e chissà chi altri. Si parla anche di fare un  nuovo stadio (aridaje) e di riciclare il Rocchi come arena per eventi collegata a Pratogiardino. Non è un buon segno: gli avvoltoi volteggiano quando sentono puzza di cadavere. O di campagna elettorale.

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