23102017Headline:

A palazzo dei Priori cambiamenti paralleli

consiglio comunaleLa vittoria di Marini o di Michelini non porterà nessun cambiamento nella politica viterbese? Forse non sarà proprio così.

La vittoria di Marini sarà sicuramente la conferma che i viterbesi non vogliono cambiare, anzi che vogliono che nulla cambi. Del politico Marini sappiamo tutto ormai. Anche che nulla fa e che nulla ha fatto da deputato, presidente della Provincia e sindaco. Sfido chiunque a dirmi se ricorda qualche opera che Marini ha fatto. Pertanto sarebbe restaurazione e ignavia.

Michelini certo non sarà il nuovo in assoluto, ma almeno non ha mai fatto il sindaco e l’onorevole e pertanto un minimo di rinnovamento lo rappresenta. Basta dimenticarsi dei suoi padrini pluripoltronati che almeno stavolta saranno solamente suggeritori. In fondo, tra i 14 candidati, di nuovi ce n’erano più di uno e se non sono al ballottaggio un motivo ci sarà. Non è certo per il destino notoriamente baro e cinico. Alcuni erano decisamente stagionati, come il buon Santucci, cui non hanno giovato le innovative tecniche di marketing comunicativo. Probabilmente i viterbesi, di fronte ad un simil-Marini, hanno preferito l’originale. Altri elementi di novità ci sono anche internamente agli schieramenti dove le percentuali non sono alte, ma saranno molti i volti nuovi in consiglio e molti anche i trombati eccellenti di fatto o di parentela.

Il Pd è andato bene, ma sono in seconda fila i volti storici, Serra è il numero uno, insieme ad altre facce nuove figlie della stagione delle primarie che apparentemente era stata bruciata dalle parlamentarie; ma che i cittadini hanno ricostituito come era giusto che fosse. Il risultato del Pdl è, probabilmente, lo specchio della mala amministrazione. Il partito ha preso pochi voti e sono poche anche le preferenze agli assessori uscenti, oppure ai politici mangia preferenze del passato.

Insomma, elezioni al passo del gambero per il Pdl del capoluogo. Ci sarà molto da riflettere sulla validità delle politiche immobiliste del sindaco Marini. Poche preferenze e pochi coloro che possono essere soddisfatti dell’esito del voto. Tra questi penso a Maria Antonietta Russo, ex assessore, che ottiene un buon risultato con le proprie forze, probabilmente quelle della buona politica. Chissà che non possa suggerire qualcosa a qualcuno.

Quindi sia a destra che a sinistra  molte le novità in consiglio. Ed a ben vedere è proprio questo il dato straordinario di Viterbo, sempre sonnacchiosa e poco incline a rinnovare.

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