23092017Headline:

Arsenico, la Tuscia appesa alla proroga

arsenico5A secco. Senza acqua corrente. E’ quanto rischiano diversi comuni del Viterbese a partire da lunedì. Si tratta di quelli in cui la concentrazione di arsenico superiore ai 20 microgrammi per litro da lunedì restino coi rubinetti chiusi perché i dearsenificatori non sono stati installati entro il 30 giugno. In sospeso, e questa è la notizia, c’è una richiesta di proroga sino al 30 settembre richiesta dalla Regione Lazio al ministero della Sanità e in attesa di approvazione.

Il procuratore tecnico di Talete, la spa che gestisce il servizio idrico integrato nell’Ato 1 Lazio Nord, ha stilato la lista dei paesi in ritardo rispetto al crono programma. Di sicuro sono dieci, ma lui stesso scrive che il numero è superiore. Ecco i comuni gestiti da Talete che da luglio rischiano la sete: Vetralla (impianto Noce, Cinelli, Setano), Capranica (Tassi), Carbognano (Falisca), Nepi (Varano), Viterbo (Pidocchio). Per i paesi non ancora in capo alla società, compaiono: Fabrica di Roma (Barco), Farnese (Botte), Bagnoregio e Civitella d’Agliano (Capita), Villa San Giovanni in Tuscia. Ma è lo stesso funzionario, dicevamo, a scrivere a corredo del tavolo tecnico in Regione Lazio del 18 giugno: “Personalmente credo che gli impianti non riusciranno a consegnare entro il 30 giugno 2013 siano molti di più, tra cui diversi gestiti da noi”.

E non solo: nemmeno dove gli impianti sono terminati si potrà stare tranquilli. “Si dovrà poi evidenziare (noi lo abbiamo già fatto con diverse note) che gli impianti in fase di avviamento – scrive ancora in una nota del 24 giugno – presentano diverse anomalie che non consentono a volte un corretto funzionamento degli impianti di prima fase”. Quelli appunto con concentrazione superiore ai 20 microgrammi.

Per scongiurare quella che sarebbe una vera emergenza con migliaia di persone private dell’acqua, le speranze sono tutte appese a una richiesta di deroga che l’ente di via Cristoforo Colombo ha inviato al ministero della Salute. “Si fa presente – conclude – che durante il tavolo tecnico è stato comunicato che, in base a una richiesta elaborata dalla Regione Lazio, dovrebbe essere emessa da parte del ministero della Salute, su parere scientifico dell’Iss, apposita deroga per l’uso delle acque con concentrazione di arsenico compresa tra 20 e 50 microgrammi per litro oltre il 30 giugno, termine già fissato precedentemente nel dicembre del 2012, a data da definire, probabilmente il 30 settembre”.

E’ stato l’Iss, con decreto 31 del febbraio 2001, a stabilire che le ordinanze di non potabilità per i comuni con concentrazione superiore a 20 microgrammi per litro non potranno essere prorogate entro il 30 giugno 2013 (significa che dove i potabilizzatori per quella data non saranno funzionanti si dovrà interrompere la fornitura), mentre dove i parametri sono tra i 10 e i 20 si potrà aspettare fino al 31 dicembre 2014.

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