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Come offrire salute agli immigrati

Ambulatorio-immigratiCon un evento formativo, in programma oggi presso la sala conferenze di Palazzo Gentili, si conclude il progetto della Asl “Salute della popolazione immigrata, strategie per l’offerta attiva”. L’iniziativa era stata già presentata in occasione del dodicesimo congresso nazionale della Società italiana di medicina delle migrazioni (Simm), organizzato lo scorso mese di ottobre, ed è stata scelta dalla rete Gruppo immigrazione e salute Lazio quale esempio di buona prassi regionale. Sul progetto, inoltre, è stato realizzato un volume nell’ambito della collana editoriale “Salute senza esclusioni” edito nel 2012 dalla casa Pendagron di Bologna.

Questa pubblicazione sarà presentata nel seminario, all’interno del quale verrà anche illustrato il redazionale tecnico dell’offerta attiva di prevenzione e delle prime azioni per la tutela della salute della popolazione immigrata, con particolare riferimento alla componente femminile, familiare e minore. Si entra, quindi, nella fase operativa della progettualità in un percorso iniziato nel 2010 e che ha tagliato il traguardo di importanti tappe intermedie, dallo studio sanitario di contesto alla formazione di primo e secondo livello degli operatori.

Nel corso dell’evento formativo, dunque, saranno illustrati i diversi ambiti di azione che caratterizzeranno le attività sul territorio del progetto per facilitare l’accesso della popolazione immigrata al sistema sanitario locale: dall’istituzione in ogni distretto di punti volti alla mediazione culturale, utilizzando operatori formati, agli interventi di offerta attiva in relazione alla prevenzione. E, proprio sulla prevenzione, molto è stato fatto, ma tanto deve ancora essere realizzato. Ecco gli obiettivi da raggiungere con il contributo indispensabile delle associazioni di volontariato: favorire l’adesione ai programmi di screening, programmare degli incontri con le donne immigrate sul tema delle malattie sessualmente trasmissibili, realizzare interventi nell’assistenza domiciliare post partum in situazioni di particolare rischio sociale individuate dalle unità valutative consultoriali, istituire gli ambulatori pediatrici per stranieri non regolari. A tal proposito, un tema specifico riguarda la prevenzione dell’abbandono del neonato.

In Italia sono circa 3mila ogni anno i neonati abbandonati e ritrovati: il 73% è figlio di italiane, il 27% di immigrate, prevalentemente tra i 20 e i 40 anni; le minorenni risultano ben il 6%. Per fronteggiare questo preoccupante fenomeno sociale, la Ausl di Viterbo intende avviare un intervento preventivo specifico attraverso una campagna di informazione sul percorso di nascita e sul parto in anonimato. Sono previste, inoltre, azioni volte alla messa in rete di informazioni circa i possibili aiuti in gravidanza e l’assistenza alla donna in difficoltà.

“Nella realizzazione di questo progetto – spiegano Antonella Proietti e Salvatore Geraci, rispettivamente responsabile scientifico e direttore del Distretto 3 della Ausl viterbese la prima, coordinatore del gruppo tecnico scientifico e rappresentante della Simm il secondo – l’aver puntato sulla conoscenza e sulla formazione è stata una scelta ponderata e un investimento perché potesse rimanere agli operatori un patrimonio di competenze per la relazione e l’assistenza ai pazienti immigrati. Nella Ausl di Viterbo, l’aver integrato varie progettualità, anche con linee di finanziamento diverse, ha consentito di ricondurre il tutto a un impianto di sistema, sia implementando azioni già in essere, sia mettendone in campo nuove, evitando la frammentazione degli interventi in modo da prevedere una continuità nel tempo degli stessi in una logica di rete, sia all’interno sia all’esterno dell’azienda”.

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