21112017Headline:

E’ sabato, Caffeina fa il pienone

Lo spazio di Ponte del Paradosso

Lo spazio di Ponte del Paradosso

Oggi è sabato e domani non si va a scuola. Anzi, la scuola è finita da un pezzo. E però la grande scuola di Caffeina non chiude mai, benché l’idea stessa di scuola, da queste parti, non trovi una sponda logica neanche a pagarla. Già, Caffeina non è una scuola, non ha mai coltivato questa ambizione barra presunzione di imbrigliare cervelli e abitudini della nobilissima popolazione locale. La politica è un conto, la notte è un altro.

Caffeina piuttosto è festa, è comunità, è gente che parla e gente che passeggia, è gente che beve ed è gente che vede. Caffeina riempie il vuoto assoluto di questa città chiamata Viterbo. Vuoto non solo culturale, ma anche fisico, materiale. Per due settimane porta gente in strade che per il resto dell’anno sono vuote e brutte. Per due settimane porta euri nelle tasche di commercianti che per il resto dell’anno se la passano male. Per due settimane, oh yes, fa chiudere un pezzo di centro storico al traffico coatto che lo massacra, lo stupra, per il resto dei mesi. E nessun altro circo ci è mai riuscito.

Hanno detto che questa edizione numero sette, del festival, fosse partita male, ignorata, snobbata, deserta e desertificata. Cervelloni, quelli che sono in grado di contare le sedie vuote tra i quaranta (diconsi quaranta) eventi giornalieri che propone il menu caffeinomane. Bella forza, begli stronzi. In realtà, le prime due serate in questione, hanno dovuto far fronte ad eventi sovrannaturali: prima, giovedì, nella notte dell’inaugurazione, con la contemporanea sfida tra Italia e Spagna, semifinale di Confederations cup. E si sa che quando gioca la Nazionale si ferma il Paese intero, dagli ospedali alle stazioni, dalle questure ai benzinai. Figuriamoci Caffeina, che vive di persone e dei loro gusti così belli e così nazionalpopolari, dei loro riti e dei loro vizi. Poi è arrivato venerdì, seconda sera di flop: peccato che il termometro dicesse 10-12 gradi, roba di estate a Rovaniemi, e che l’uomo della strada, con temperature del genere, preferisce starsene a casa a vedere qualche telefilm tedesco sulla Rai o – nel migliore dei casi – a fare sesso con la persona che ama. Masochismo obbligato, in ogni caso.

La location di piazza delle Erbe

La location di piazza delle Erbe

Ci voleva allora il sabato. Il sabato del villaggio ma anche dei villeggianti, per accendere la miccia di Caffeina, e per far cascare, più o meno fragorosamente secondo il peso, i gufi dai rispettivi trespoli. Sabato è arrivata l’onda perfetta, come direbbero i surfisti. “Caffeina è iniziata oggi”, riassume magistralmente il tizio dell’organizzazione, dopo mezzanotte, in piazza del Gesù. Già: fino a qualche minuto prima, il figùro aveva assistito all’incredibile spettacolo dei mille spettatori che ballavano nella stessa piazza la taranta, manco fossimo nel Salento. Merito di Caffeina, merito di Jazz up. E ancora, prima, c’era stato lo struscio per l’aperitivo, con San Pellegrino gonfio di gente, tra stranieri e viterbesi, prosecchi e fritture, foto ricordo e mostre da contemplare senza fretta. E dopo, ancora, il maestro Odifreddi, e il suo omaggio a Margherita Hack, che gli astri l’abbiano in gloria. E ancora, sulla fascia estrema del territorio, in piazza delle Erbe, la presentezione dei libri curata da Cri Pallotta, con Lele Colazingari che accende la platea manco fosse all’Olimpico. Ed è buffo rimirare l’antica fontana immobile, e quasi sorridente, rispetto alle infamie che l’hanno attaccata peggio delle alghe, e dei secoli che passano: lei se ne frega, perché sta lì da secoli e nei secoli è sopravvissuta.

E alla fine della serata, quando l’ordinanza comunale antialcool è già in onda, si ritorna verso San Pellegrino, controcorrente, risalendo un fiume di persone che sembra Rimini, o Barcellona, o la Bayreuth wagneriana. E invece è solo Viterbo, è solo Caffeina, oggi come ieri, oggi meglio di ieri. Sempre che da queste parti ci interessi continuare a vivere, e non solo sopravvivere.

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22   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Continuo a provare disgusto per Caffeina.

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