17122017Headline:

Esattorie Spa, tutti a casa i 38 dipendenti

Marcello Meroi coi dipendenti di Esattorie Spa

I dipendenti di Esattorie Spa

Il pasticciaccio di Esattorie Spa si fa sempre più brutto. La società, per bocca della presidente Sandra Marcucci, ha ufficializzato ieri la chiusura, avendo depositato in tribunale la richiesta di concordato in liquidazione. E i lavoratori? Al momento, i 38 dipendenti della sede di via Friuli a Viterbo dal 1 luglio saranno disoccupati. La richiesta di mobilità verrà presentata dalla società qualora il ministero non concedesse la cassintegrazione. Ipotesi che però si allontana, proprio in conseguenza della scelta di chiudere i battenti. Se ci fossero prospettive di riavvio dell’attività, sarebbe molto più semplice ottenere gli ammortizzatori sociali per tre mesi. In queste condizioni, però, la strada del sussidio è pressoché tramontata.

Per scongiurare il licenziamento collettivo, il prefetto Antonella Scolamiero, che ieri ha convocato le parti in riunione, ha proposto la costituzione di un consorzio di Comuni per gestire il servizio di riscossione. Dell’ipotesi si discuterà venerdì mattina, quando il rappresentante territoriale del Governo ha indetto una riunione con tutti i 60 amministratori del Viterbese.

Il Comune capoluogo, intanto, segue anche un’altra strada. Oggi il sindaco Leonardo Michelini e il sui vice nonché assessore al Bilancio, Luisa Ciambella, incontreranno l’amministratore delegato di Equitalia, Benedetto Mineo. Ma anche questa via è alquanto in salita: la legge attualmente prevede che dal primo luglio la riscossione venga gestita in-house dagli stessi Comuni. Prevista una sola deroga fino al termine dell’anno per quelle concessionarie che già hanno in appalto il servizio. Norma che quindi escluderebbe per Equitalia il subentro a Esattorie. “Stiamo seguendo – conferma il vicesindaco – l’iter di un emendamento al decreto del fare per consentire l’affidamento all’esterno. Stiamo valutando se ci sono altre concessionarie interessate per poi poter procedere a una gara a evidenza pubblica”. Insomma, se la via del consorzio dovrà imboccare prima la disponibilità di un numero congruo di sindaci, quella di Equitalia sarà sbloccata solo dopo l’approvazione in Parlamento di una proposta di modifica legislativa da inserire nel decreto del fare.

Intanto, sul fronte occupazione Maria Elvira Fatiganti, segretaria della Uil-Tucs, e Carlo Proietti, segretario della Filcams-Cgil, ricordano che con il fallimento di Esattorie non si potrà procedere coi decreti ingiuntivi per recuperare le spettanze in arretrato (tra cui tre mensilità). Non solo, perché i 38 lavoratori perderanno 14esima, ferie non godute e buoni pasto (per circa 800 euro pro-capite, visto che da gennaio non sono stati pagati). “Possibile che nessuno al Comune di Viterbo sia intervenuto prima di fronte a un buco di oltre 4 milioni di euro? E se noi sindacati non avessimo denunciato il ritardo negli stipendi, avrebbero ancora taciuto?”, chiosa Fatiganti. Proietti, invece, rimarca la professionalità dei lavoratori: “Hanno dimostrato una serietà encomiabile. Pur senza stipendio da tre mesi e senza quattordicesima hanno – conclude – continuato a garantire il servizio”. Attualmente si recano regolarmente al lavoro per presidiare le postazioni.

 

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